L’anno scorso vissi il mio venerdì santo a Romena: ecco le parole che descrissero quel giorno santo.


“…Il venerdì ho viaggiato verso la Toscana, solo con i miei pensieri, solo col mio desiderio di un venerdì santo a Romena, nel digiuno iniziato con un minestrone brodoso con i frati nonni di Poppi e completato con quello denso sui tavoli antichi della pieve. Tra questi due minestroni, tra un cielo birichino e aria fresca, dentro e fuori dalla pieve, attendo qualche segno, un segno. Il primo: parole a valanga, dritte alla pancia, di Gigi riversate su poveri scout attoniti a sentir parlar così di Dio, della vita, delle crisi: una sola frase da incorniciare: nella vita non si cambia, si matura. Quegli stessi scout poco dopo hanno rubato due ore del mio pomeriggio per ricevere, davanti al tramonto che si faceva sempre più vicino, la misericordia del Padre attraverso le mie parole, piccole carezze d’amore per ogni cuore in ricerca. E della veglia alla croce? Mi rimane solo la fine, una carezza, anzi due, due e mezza per la precisione(dopo la seconda me ne stavo tornando al posto contro tutte le forze che mi volevano fissare per l’eternità a quella piastrella, a quelle dita che mi regalavano un altro mezzo soffio di mano): le sento ancora avvolgermi nel loro profumo, quella mano imbevuta in un impiastro odoroso come quello che ricoprì il Suo corpo, quegli occhi ridenti di donna che come lava impazzivano dalla gioia di sprizzare tutto l’amore racchiuso nel suo cuore, l’amore di Dio che accarezza e poi accarezza…e poi ancora…uno per uno tutti gli uomini del mondo. Non ho mai ricevuto una carezza così da Dio!

…La Pasqua finalmente poteva avere nuovi sapori nella nostra chiesa: il sapore femminile della fragilità forte di ogni donna, il profumo soave della loro gentilezza, l’odore vigoroso dell’amore rinchiuso nel cuore fatto per essere innamorato…e invece, ancora una volta, nonostante le parole di fra Raniero fossero quasi tutte per innalzarle al loro giusto posto, nulla, solo pugni chiusi.

Le donne, protagoniste indiscusse della Pasqua: il venerdì abitano pressoché sole il perimetro sotto la croce: mamma Maria, Maria di Magdala, Maria di Giacomo, Salome, Maria di Cleofa. E’ loro il girotondo attorno alla croce, è l’amore femminile che non sa guardare a se stesse e ama solo esserci, anche a scapito di un cuore stracciato e di lacrime indescrivibilmente traboccanti. Sono ancora loro che il mattino di Pasqua vanno: Maria di Magdala, Maria di Giacomo, Salome, Giovanna e le altre con i loro olii e unguenti, pronte a versarli sul corpo dell’amato così da obbligare il risorto a pronunciare la sua prima parola dal sapore eterno: “Donna”.

 

 

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Recupero ex refettorio monastico

Finalmente! Il 29 maggio 2009 abbiamo inaugurato il nostro ex-refettorio monastico sottrattoci 106 anni fa dagli Ospedali Riuniti in seguito alle leggi di soppressione.

La nostra giornata

La nostra sororità è attualmente composta da 13 sorelle professe che hanno scelto di fare della loro vita un perenne canto di lode a te, Amante immensamente Amato.

Maria Lorenza Longo

Fondatrice dell’ospedale Incurabili e dell’Ordine delle Monache Clarisse Cappuccine. Una donna sposata con figli, laica consacrata ed infine una monaca.