Egli doveva risuscitare dai morti.

PRIMA LETTURA: At 10,34a.37-43

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

SALMO: (Sal 117)

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

SECONDA LETTURA: Col 3,1-4

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo; oppure: Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova.

SEQUENZA

In Latino:

Victimae pascháli laudes
ímmolent christiáni.
Agnus redémit oves:
Christus innocens
Patri reconciliávit peccatóres.

Mors et vita
duéllo conflixére mirándo:
dux vitae mórtuus regnat vivus.

Dic nobis, Maria,
quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes,
sudárium et vestes.
Surréxit Christus spes mea:
praecédet suos in Galilaéam.

Scimus Christum
surrexísse a mórtuis vere:
tu nobis, victor Rex,
miserére.

In Italiano:

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti
».

Gv 20,1-9

Chi toglierà la pietra dal sepolcro, chi ci aiuterà a poter rivedere il corpo del divino maestro in quel sepolcro freddo e gelido, come tutti i sepolcri di questa terra?

Le tre donne che vanno spedite al sepolcro di Gesù non sanno cosa potranno fare per poter rivedere il maestro in quel luogo, dove lo avevano sepolto da poche ore. Comunque vanno e si avventurano in un’impresa che non potevano realizzare da sole. Ne sono coscienti e convinte. Quando arrivano al sepolcro di Gesù, la scena che vedono è quella diversa dalle loro più nere attese. Il sepolcro di Gesù è aperto e la pietra è stata portava via, spostata e loro possono affacciarsi in quella tomba, non più buia e tenebrosa, ma piena di luce, vedendo ciò che era rimasto dopo la fuga di Gesù dalle tenebre della morte corporale.

Comprendono in quel momento quello che Gesù aveva già detto e ribadito più volte e cioè che dopo tre giorni sarebbe risorto. E così avviene. Le parole di Gesù hanno una verità indiscutibile, specialmente quando toccano i grandi temi della nostra fede.

E il mistero pasquale della morte e risurrezione di Cristo è il centro e nucleo portante di tutto il nostro credo. San Paolo Apostolo ci ricorda nella sua prima lettera ai Corinzi che

“se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e noi tutti siamo ancora nei vostri peccati”.

Le pietre pesanti dei nostri sepolcri sono i peccati da cui non riusciamo a liberarci. E peccati sono anche la nostra mancanza di fiducia e speranza in colui che ci ha salvati e ci salverà anche da questa pandemia. Una strage continua che ha riempito i sepolcri dei nostri cimiteri e potenziata la cremazione di morti per covid e per altre malattie.

Chi rimuoverà le pietre di questi nostri pensieri tremendi intorno alla morte, che poco ci aprono alla vita e alla risurrezione? Noi che siamo attaccati morbosamente alla vita terrena, alla nostra vita, senza neppure preoccuparci più di tanto della vita degli altri, non pensiamo affatto alla morte e risurrezione. L’Apostolo Paolo, cantore della Pasqua del Signore, nella sua lettera ai Colossesi ci ricorda che se siamo risorti con Cristo, dobbiamo cercare le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio. Bisogna rivolgere il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Ma chi davvero rivolge il suo pensiero all’eterno?

Da qui la necessita di rimuovere le pietre tombali dell’egoismo, dell’indifferenza, della paura, della mancanza di coraggio, che non ci fanno assaporare la gioia di questa Pasqua 2021. Se non rimuoviamo tutti questi ostacoli difficilmente possiamo incontrare Cristo Risorto.

Prendiamo esempio dalle tre donne che vanno al sepolcro di Gesù, come ci racconta il Vangelo della veglia pasquale, nel breve brano scritto da San Marco che si proclama nella notte di Pasqua e che può essere riproposto nella messa del mattino di Pasqua, al fine di farci capire quali atteggiamenti migliori, possiamo riassumere il significato della nostra rinascita, per essere veramente uomini e donne risorti con il Risorto.

San Marco è preciso, circostanziato e sintetico, come ogni buon cronista, nel redigere la notizia della risurrezione di Cristo. Egli scrive che “passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome, dopo aver comprato gli oli aromatici per andare profumare il corpo di Gesù morto, di buon mattino, andarono al sepolcro all’alba e mentre camminavo, come si fa sempre quando si è in compagnia e si ha un progetto comune e condiviso, si chiedevano preoccupate:

«Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?».

Giustamente pensavano ad un aiuto esterno, magari a qualche uomo di passaggio. E invece cosa successe? Che alzando lo sguardo, perché si camminava con la sguardo per terra, per non rischiare di cadere, ma anche in senso di modestia, arrivate preso il luogo della sepoltura di Gesù, in quel campo dei vasai, di Giuseppe d’Arimatea, ed osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande”. Le donne sono per natura ricercatrici di verità e non si accontentano dalle apparenze, vanno sempre in profondità, in tutte le cose. Ebbene subito entrarono nel sepolcro e videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca. Era un angelo

.Di fronte a questa immagine inattesa, la prima reazione che ebbero fu quella della paura, Erano rimaste impressionate. Per superare questo comprensibile momento di sbandamento intellettuale e religioso, il giovane vestito di bianco disse loro:

«Non abbiate paura! Era evidente che erano andate lì a cercare Gesù, con tutte l’attrezzatura necessaria per ridare un po’ di pulizia, di candore e di profumo ad un corpo ormai immerso nella morte senza più ritorno alla vita. E’ l’angelo a comunicare loro la grande notizia come in quella notte di Betlemme quando venne al mondo lo stesso Redentore: Gesù Nazareno, il crocifisso, che voi cercate è risorto, non è qui. Non può stare lì un risorto. Li poteva rimanere per sempre un morto, ma Gesù il Risorto e la sua casa e la sua abitazione non è il sepolcro, ma il cielo.

La notizia è stata data e la diffusione è d’obbligo per quanti conoscono una verità di qualsiasi genere, soprattutto nel campo della fede. L’angelo comanda alle tre donne di andare a dire ai discepoli di Gesù e soprattutto a Pietro, il capo del collegio apostolico, che Gesù lì precederà in Galilea. Là lo vedranno, come aveva ha detto loro».
E si sa che le tre donne andarono a riferire la grande ed attesa notizia della Risurrezione di Cristo. Dalla tristezza alla gioia, dalla morte alla vita, dallo scoraggiamento e dalla delusione alla fiducia e alla speranza in Cristo il passaggio interiore è compiuto dalle donne e dagli apostoli con la grazia illuminante dello Spirito Santo, che suscita in tutti gli attori di questa meravigliosa scena di risurrezione, vita, speranza e gioia il desiderio grande di non parlare più di morte, ma di vita, di risurrezione, di pace e di felicità.

Se un messaggio questa Pasqua 2021 deve lasciare almeno a noi cristiani, questo è unico e solo: facciamo rotolare via, con la forza della fede e della ragione, le varie pietre tombali che ci opprimo da un anno e facciamo spazio alla speranza, alla fiducia, all’abbandono totale alla volontà del Signore, che guida il cammino della storia del mondo, al di là delle nostre assurde pretese di sostituirsi a lui, nelle piccole o grandi imprese. Sia questa una Pasqua davvero di speranza in un futuro migliore per noi e per tutti ma con l’aiuto del Signore, perché senza di lui non possiamo fare nulla.