Satana è finito.

PRIMA LETTURA: 2Sam 5,1-7.10

Tu pascerai il mio popolo Israele.

SALMO: (Sal 88)

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui.
Oppure:
Il Signore è fedele e protegge il suo servo.

“In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».”

Mc 3,22-30

 “Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna” (3, 29).

Dobbiamo stare attenti a non dare a queste parole un’interpretazione alla moda, troppo accomodante. Di quale bestemmia si parla, lo precisa lo stesso evangelista quando spiega che Gesù si rivolge a coloro che dicevano: È posseduto da uno spirito impuro” (3,30). 

Chi accusa Gesù di essere al servizio di satana, non solo non riconosce l’opera che Dio compie attraverso di Lui ma getta fango sulla sua persona. È un peccato gravissimo che, stando alle parole del Vangelo, non può ricevere il perdono. Sminuire la severità di questo giudizio significa minimizzare la responsabilità.

La forza delle parole serve a manifestare la verità e intende scuotere la coscienza dei suoi interlocutori. Dobbiamo però anche aggiungere che non sempre chi bestemmia lo fa con piena consapevolezza, a volte ripete cose che ha accolto senza una matura riflessione. Ha dato credito a persone di cui si fidava. In questi casi l’errore resta oggettivamente grave – e come tale va condannato – ma il soggetto che lo compie non sempre è colpevole.

Il Vangelo dice anche che non sarà perdonato”. Facciamo più fatica a comprendere queste parole che sembrano contrastare con l’annuncio della misericordia di Dio. Evidentemente non riceve il perdono chi non lo chiede. Al contrario, chi rifiuta e rinnega Dio per tutta la vita e poi si converte e chiede perdono, fosse anche all’ultimo istante della sua vita, riceverà il perdono. Non chiedere perdono ci pone oggettivamente in pericolo, come un naufrago che si rifiuta di lanciare un SOS. E tuttavia, non è detto che questa grave mancanza rappresenti un impedimento assoluto.

Dio scruta il cuore e misura il grado della colpa. Lui solo può farlo. Non dimentichiamo poi che la sua misericordia è insondabile, è come un mare che non possiamo esplorare.

Tutto questo non deve diventare per noi una comoda giustificazione. Dobbiamo perciò stare attenti per non dire o fare cose che possono gettare discredito su Dio. Una parola riguarda in particolare i ministri ordinati che esercitano una responsabilità nella comunità ecclesiale. Per loro oggi preghiamo.