Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.

PRIMA LETTURA: Gc 1,12-18

Dio non tenta nessuno.

SALMO: (SAL 93)

Beato l’uomo a cui insegni la tua legge, Signore.

“In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane.
Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».”

Mc 8,14-21

Nel Vangelo di Marco anche le più piccole indicazioni hanno un significato che trascende quello letterario e ci inducono a importanti riflessioni: Quel solo pane nella barca ci induce a pensare alla Chiesa, la barca di Pietro e in quell’unico pane spezzato intravvediamo la santissima Eucaristia, unico, ma che è la suprema ricchezza. Con spavento e rammarico ci viene anche da pensare cosa potrebbe significare ai nostri giorni che i discepoli, noi, Chiesa, ci dimenticassimo di prendere e comprendere quel pane! Non solo perché pochi si accostano con cuore pulito alla sacra mensa, non solo perché sono sempre più frequenti casi di sacrilegi e di profanazione, ma ancor più perché la dimenticanza coinvolge e stravolge la dottrina stessa della fede nel sacramento e coinvolge la Chiesa anche nella sua gerarchia.

Risuonano perciò opportune le ammonizioni di Gesù: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». «Avete occhi e non vedete», «Avete orecchi e non udite?». «Avete il cuore indurito?».

Gesù ci dice di guardarci dalle false dottrine, dal lievito che non panifica e non è atto alla consacrazione. Ci invita ad aprire gli occhi alle indefettibili verità delle fede; per vedere, per udire, per illuminare della verità il cuore, per immergerci nel mistero con profonda docilità, con umiltà e fervore. Dopo le quotidiane prodigiose moltiplicazioni, gli incalcolabili benefici che da quell’ultima cena hanno santificato una schiera innumerevole di fedeli, dopo che noi, i viventi, abbiamo ricevuto grazie su grazie da quell’unico pane, Gesù deve ancora rimproverarci: «Non capite ancora?».