Primo Giorno:

Preghiera Iniziale

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

Il Signore vi benedica e vi custodisca.

Vi mostri la sua faccia e abbia misericordia di voi.

Volga verso di voi il suo volto e vi dia pace, sorelle e figlie mie, e a tutte le altre che verranno e rimarranno nella vostra comunità, e alle altre ancora, tanto presenti che future, che persevereranno fino alla fine negli altri monasteri delle povere dame.

Io Chiara, ancella di Cristo, pianticella del beatissimo padre nostro san Francesco, sorella e madre vostra e delle altre sorelle povere, benché indegna, prego il Signore nostro Gesù Cristo, per la sua misericordia e per l’intercessione della santissima sua genitrice, santa Maria, e del beato Michele arcangelo e di tutti i santi angeli di Dio, del beato Francesco padre nostro e di tutti i santi e le sante, che lo stesso Padre celeste vi dia e vi confermi questa santissima benedizione sua in cielo e in terra: in terra, moltiplicandovi nella grazia e nelle sue virtù fra i servi e le ancelle sue nella Chiesa sua militante; e in cielo, esaltandovi e glorificandovi nella Chiesa trionfante fra i santi e le sante sue.

Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso, con tutte le benedizioni, con le quali il Padre delle misericordie ha benedetto e benedirà i suoi figli e le sue figlie in cielo e sulla terra, e con le quali il padre e la madre spirituale ha benedetto e benedirà i figli suoi e le figlie spirituali. Amen.

Siate sempre amanti delle anime vostre e di tutte le vostre sorelle, e siate sempre sollecite nell’osservare quelle cose che avete promesso al Signore.

La Madonna in Santa Chiara

Tommaso Celano, parlando di Francesco e di Chiara e delle sue Suore, dice che camminarono «dietro le orme dello stesso Cristo e della sua santissima Madre». Anche Francesco ha visto in questa luce l’importanza della vita di Chiara. Non a caso scrive alle Clarisse, che da lui avevano ricevuto la Forma di vita: «Voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signor nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre» (RsC VI,7: FF 2790), intendendo rivolgere loro l’ultima espressione della sua volontà in quello scritto, che inviò loro poco prima di morire e che Chiara ha inserito nella Regola. Indica qui espressamente l’imitazione di Maria, perché si rivolge alle damianite e vuole esortarle a seguire fedelmente la via tracciata, con il loro particolare atteggiamento di donne.

Chiara ha corrisposto nel modo migliore al suo santo compito. Qualche particolare della sua devozione a Maria: colloca la festa dell’Assunta di Maria tra i sette giorni dell’anno, in cui le Clarisse devono ricevere la santa Comunione, dimostrando di ritenerla una solennità tra le più grandi. Ma la devozione di Chiara per la Vergine non si riscontra semplicemente nelle abitudini comuni dell’epoca, perché invoca la sua intercessione in modo particolare.

Appare chiaro che si trattava di una devozione straordinaria. Un indice di questo amore preferenziale è la sospensione del digiuno nelle feste della Madonna, secondo il desiderio di Francesco.

Venerava la Vergine perché aveva una profondissima fiducia nel suo aiuto. La Madre di Dio si prende veramente cura dell’uomo, è vera madre pure per gli uomini: insegna loro ad avvicinarsi a Cristo e diviene il modello luminoso del vero imitatore di Cristo. Imitare Maria è la strada più sicura per unirsi a Dio. A questa amorosa Madre non dobbiamo, dunque, rifiutare il nostro affetto.

Quale atteggiamento della Madonna ha colpito in modo particolare Chiara? Quali tratti cercava soprattutto di imitare in lei? Chiara prende a modello soprattutto la castità e verginità di Maria: «Stringiti alla sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del suo sacro seno raccolse e nel suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere» (3LAg 18: FF 2890). Il voto di verginità le consente di imitarla.

Ma non si limita a questo. Contempla la povertà nella vita della Vergine e in questo trova un nuovo obbligo a praticare questa virtù: «In perpetuo osserviamo la povertà, l’umiltà di Nostro Signore Gesù Cristo e della sua santissima Madre» (RsC XII,13: FF 2820).

Maria si dichiara «serva» del Signore; perciò l’imitazione di lei conduce all’umiltà. Chi la segue nella verginità, povertà e umiltà è chiamato da Dio ad una grazia simile alla sua: portare «con corpo casto e verginale» il Figlio dell’Altissimo. Vale la pena, a questo punto, riportare l’intera esortazione e meditazione sulla maternità della vergine, inviata alla B. Agnese: «Stringiti alla sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del suo sacro seno raccolse e nel suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere… Sì, perché è ormai chiaro, che la più degna fra tutte le creature, cioè l’anima dell’uomo fedele, è resa dalla grazia di Dio, più grande del cielo. Mentre i cieli, infatti, con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l’anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e ciò soltanto a motivo della carità, di cui gli empi sono privi. È la stessa Verità che lo afferma: “Colui che ama me, sarà amato dal Padre mio; ed io pure l’amerò; e noi verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora”. A quel modo, dunque, che la gloriosa Vergine delle vergini portò il Cristo materialmente nel suo grembo, tu pure, seguendo le sue vestigia, specialmente dell’umiltà e povertà di Lui nel tuo corpo casto e verginale, puoi sempre, senza alcun dubbio, portarlo spiritualmente. E conterrai in te Colui dal quale tu e tutte le creature siete contenute, e lo possederai in una maniera ben più reale e definitiva di qualsiasi possesso dei beni transeunti di questo mondo» (3LAg FF 2890-2893).

E seguendola per la strada dell’umiltà e povertà, camminerà con la Vergine fino ai piedi della croce.

Chiara, vera discepola di Francesco, come lui ha un intimo amore per la Madonna, ma si spinge oltre lo stesso santo. È penetrata con tale decisione nel pensiero della imitazione della Vergine, che esorta all’imitazione di Maria e non solo di Cristo: «È questa, carissime sorelle mie, la vetta di quella povertà altissima che vi ha fatti eredi e regine del Regno dei cieli, vi ha rese povere di sostanze, ma ricche di virtù. Questa sia la vostra porzione, che è quella che porta alla terra dei viventi. Alla quale, dilettissime sorelle, interamente affezionate, per amore di nostro Signore Gesù Cristo e della sua santissima Madre, non vogliate mai aver altro sotto il cielo» (RsC VIII,4ss: FF 2795).

Chiara si è sforzata di diventare «una perfetta imitatrice della Vergine Maria». L’immagine della Madonna illumina anche la sua morte. Perché la Madre di Dio, accompagnata da una schiera di sante vergini, le appare sul letto di morte, per confortarla, darle forza e ornarla per l’ingresso nella patria celeste: «Ed ecco che una moltitudine di Vergini in vesti bianche, le quali portavano tutte sopra dei loro capi glirlande dorate, entra dentro (al monastero), fra le quali v’era una più preclara di tutte l’altre, dalla quale corona una bellezza procedeva per le fessure e tagliature di essa, che converte in quella casa la notte in luce di chiaro dì. Pervenne al letticciuolo dove giace la sposa del Figliolo suo, e inchinandosi amorevolmente sopra di lei, gli concede il suo dolcissimo abbracciamento. Le Vergini che sono con lei gli donano un bellissimo palio, e a gara tutte servendola, coprono il corpo e adornano la sua camera con esso». (LegsC 3253)

«E quella Vergine che pareva maggiore da prima la coperse nel letto con un panno sottilissimo, tanto sottile che per la sua grande sottilità madonna Chiara, benché fosse coperta con esso, tuttavia si vedeva. Poi la Vergine delle vergini, che era maggiore, inchinava la faccia sopra la faccia della vergine santa Chiara, o sopra il suo petto, perché la testimonia non potette bene discernere l’uno dal l’altra. E fatto questo, tutte sparirono… E la santissima madonna Chiara morì poi il lunedì seguente» (Proc 3083)

Perfetta imitazione della Vergine Maria, tanto da esserne il vero Volto e la vera Immagine, da alcuni studiosi è chiamata «Altera Maria», in sintonia con Francesco «Alter Christus».

Preghiera Finale:

Litanie di Santa Chiara:

Santa madre nostra Chiara                                                           prega per noi

Pianticella del beatissimo padre Francesco

Dolce orma della Madre di Dio

Sposa, madre e sorella del Signore nostro Gesù Cristo

Figlia del Re dei re

Umilissima ancella di Cristo

Serva e ancella di tutte le Sorelle

Sorella degna d’amore

Pellegrina e Forestiera in questo mondo

Donna forte nelle tribolazioni

Donna paziente nella infermità

Chiara, luminosa per chiari meriti,

Chiara, vigilante nel dovere

Chiara, premurosa nel servizio

Chiara, cauta nelle esortazioni

Chiara, caritatevole nell’ammonire

Chiara, moderata nel correggere

Chiara, temperata nel comando

Chiara, ammirevole per compassione

Chiara, amata come il Figlio piccolino

Chiara, che ami e nutri le tue figlie

Chiara, che hai perseverato sino alla fine

Chiara, sorella e madre nostra.

Preghiamo:

I santi sono i veri portatori di luce all’interno della storia perché sono uomini e donne di speranza e di amore. Lasciamoci illuminare da Chiara, donna radicata nel mistero di Dio e innamorata del Crocifisso povero e, chiediamo a lei di intercedere per noi un cuore docile allo Spirito del Signore e alla sua santa operazione perché la Parola del Vangelo, il Figlio di Dio, prenda forma anche nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen