I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

PRIMA LETTURA:  Nm 6, 22-27

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.

SALMO: (SAL 66)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

SECONDA LETTURA: Gal 4,4-7

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

“In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.”

Lc 2,16-21

Dopo averci intrattenuto sul fenomeno della nascita di Betlemme e sul conseguente focalizzo della famiglia che scaturisce dalla nascita straordinaria di Gesù, adesso la liturgia ci invita a volgere l’attenzione alla sola Madre di Gesù Bambino.

Maria si mostra sollecita e premurosa nei confronti del proprio Bambino, come farebbe qualsiasi mamma di questo mondo, perché la maternità stessa è la ragione fondamentale di esercizio dell’amore e della costante attenzione verso i propri figli. Il fatto che una donna sia madre, cioè che abbia messo al mondo il suo bambino, è essa stessa la ragione principale che la sprona ad esercitare la maternità responsabile e a prodigarsi con tutti i mezzi verso il suo neonato e Maria in questo non fa certo eccezione: trastulla il suo bambino, lo allatta, lo accudisce e provvede a lui nonostante la precarietà e le asperità del luogo in cui è stata costretta a partorire. E questo certamente non senza l’aiuto del suo sposo, che con lei condivide gioie e dolori di questa genitorialità improvvisa. Essere madre comporterà successivamente a Maria di dover fare esperienza essa stessa di ogni difficoltà e di ogni sacrificio che la maternità comporta man mano che si prodigherà ad accompagnare suo figlio durante la crescita e la formazione nelle tappe dell’infanzia, dell’adolescenza e della vita adulta da uomo maturo. Non esiste alcun manuale di istruzioni per svolgere il ruolo di genitore, né si può contare su particolari ausili che non siano i suggerimenti di chi ha avuto esperienza; tuttavia è sempre la propria esperienza a qualificare l’apprendimento nell’essere genitore, i sacrifici che si affrontano, le responsabilità che si assumono, le ansie a cui si è soggetti di volta in volta… Cosicché Maria nell’esperienza personale della maternità realizza se stessa e “cresce”, poiché acquisisce formazione umana man mano che si adopera per Gesù e il suo essere madre è la ragione sufficiente perché perseveri in questa missione. Quello che ha concepito è del resto il figlio delle sue viscere e non già uno dei tanti bambini che può essere dato in adozione o in affidamento.

Maria però è spronata anche dalla consapevolezza che il Figlio che ha partorito è un dono particolare di Dio Padre: aveva assunto convinzione che si trattava del Verbo, cioè di Dio stesso che assumeva carne nel suo grembo secondo le promesse dei profeti e quindi la sua maternità è incentivata anche dal fatto di essere Madre di Dio. In lei l’umanità è assunta dalla divinità, e Dio si fa Uomo pur restando tale e quale. Maria è quindi Madre di Dio perché Madre del Dio (Verbo) esistente sin dall’eternità che adesso assume natura umana (Gv 1, 1 – 14); del Figlio di Dio che nascendo nella carne diventa Figlio dell’Uomo e questa consapevolezza aumenta in lei l’entusiasmo e la gioia di essere Madre, perché sa che il dono che ha accolto non ha come destinataria lei stessa, ma anche l’umanità intera e deve allora assumersene maggiormente la responsabilità. Maria è consapevole di aver reso un grande servizio a Dio e a tutti noi, perché se non avesse accettato di essere Madre il Cristo non sarebbe venuto a noi e neppure noi avremmo potuto configurarci come figli di Dio e proprio questo accresce la premura e la disinvoltura nella cura attenta di Gesù che grazie a lei cresce, matura, e si forma alla vita.

Madre di Dio è del resto il titolo che Elisabetta le riconosce non appena la vede entrare nella propria casa: “A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1, 48) e per il quale non disdegnerà di adoperarsi senza riserve per tutti noi attraverso la cura del suo stesso Figlio. Che Maria sia Madre di Dio comporta infatti che estenda la maternità anche nei nostri riguardi e che anche noi ci sentiamo figli nel Figlio Gesù Cristo.

Questo titolo di divina maternità dovrebbe alquanto incentivare l’unione e la concordia fra i cristiani di tutte le confessioni, promuovere il dialogo, la comunione ed essere incentivo per la pace almeno fra i cristiani. Che Maria sia Madre di Dio non dovrebbe infatti essere smentito da nessuna confessione di matrice cristiana, che d’altronde nulla perderebbe della sua posizione dottrinaria nell’ammettere questa definizione. Maria stessa quindi ci incoraggia a ravvicinare le distanze e a trovare le motivazioni del dialogo e della concordia. Non per niente oggi ci avvaliamo della sua intercessione per invocare il dono della pace e dell’amore fra tutti gli uomini e fra tutti i popoli: lei è Madre di Dio, creatore e conservatore di tutto il genere umano, che vuole la pace e la riconciliazione e non può non essere volontà anche sua che si fomenti l’unione e la concordia e la pace non soltanto nel silenzio delle armi e nella fine della corsa agli armamenti, ma anche nel riconoscimento e nel perseguimento dei diritti di ciascun uomo e di ciascun popolo e quindi anche nell’aiuto vicendevole fra le nazioni.

Quello della pace è anche il primo di tutti gli auguri che vogliamo rivolgerci gli uni gli altri mentre comincia il nuovo Anno 2020, le cui giornate possano essere contrassegnate dalla buona volontà di ciascuno non senza l’apporto della grazia del Signore e della figura della stessa Vergine Madre di Dio e Madre nostra.

AUGURI DI BUON ANNO 2020