Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista.

PRIMA LETTURA: Is 41,13-20  

Io sono il tuo redentore, il Santo d’Israele.

SALMO: (Sal 144)

Il Signore è misericordioso e grande nell’amore.

«In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Mt 11,11-15.

Oggi, il Vangelo ci parla di Giovanni il Battista, il precursore del Messia, colui che è venuto a preparare il cammino del Signore.

Siamo ormai a metà del cammino dell’avvento, ed è giunto il momento di coinvolgere nelle nostre meditazioni uno tra i più importanti personaggi del vangelo, la cui storia è intrecciata con quella di Gesù fino dalla nascita e che sarà il grande testimone dell’inizio della vita pubblica di Gesù.

Stiamo parlando di Giovanni il Battista: fino a lunedì (con l’eccezione della domenica, che segue un ciclo di letture indipendente) leggeremo vari momenti in cui Gesù, durante la sua vita, parla del Battista. Poi da martedì 17 inizierà il racconto della nascita di Giovanni e di Gesù, che come dicevamo sono unite a doppio filo.

Cominciamo, quindi: il primo messaggio che Gesù ci consegna riguardo a Giovanni è un invito ad ascoltarlo. Egli, ci dice il Signore, ricapitola in sé tutto il contenuto della Legge e dei Profeti, ossia le due grandi fonti che costituiscono la scrittura ebraica.

Giovanni è un uomo deciso, che sa quanto costino le cose, è consapevole che bisogna lottare per migliorare e per essere santo, per questo Gesù esclama: «Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono» (Mt 11,12). I “violenti” sono quelli che esercitano violenza su sé stessi: -ci sforziamo per crederci che il Signore ci ama? Ci sacrifichiamo per essere “piccolo”? Ci sforziamo per essere coscienti e vivere come figli del Padre?

Lo stesso Giovanni si definisce una “voce” (Gv 1, 23) che raccomanda di “rendere dritta la via del Signore”; sempre nel primo capitolo dell’evangelista Giovanni, il Battista più volte dà testimonianza a Gesù, indicandolo diverse volte ai farisei, al popolo ed ai suoi discepoli.

Ciò che rende grande Giovanni Battista è quindi la sua lucidità nel riconoscere Gesù e la sua fermezza nell’indicarlo al mondo senza guardare in faccia a nessuno, neanche al potere con il quale prima o poi si scontrerà e dal quale sarà messo a morte.

Enigmaticamente, Gesù anche oggi ci dice che: «Giovanni è Elia (…) Chi ha orecchi, ascolti!» (Mt 11,14-15). Cosa vuol dire? Vuole chiarirci che Giovanni era veramente il suo predecessore, colui che portò a termine la stessa missione di Elia, d’accordo con la tradizione che esisteva all’epoca, che il profeta Elia doveva ritornare prima del Messia.