Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

PRIMA LETTURA: Qo 1,2-11

Non c’è niente di nuovo sotto il sole.

SALMO: (Sal 89)

Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

«In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo».

Lc 9,7-9.

La notizia di Gesù arriva anche alle orecchie di Erode. Erode non sa cosa pensare. Le voci si moltiplicano: c’è chi dice che Giovanni è risorto, chi parla di Elia, chi di un antico profeta. Ma nessuna di queste risposte lo convince. La sua domanda rimane aperta: «Chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?».

Il testo del Vangelo ci dice che Erode voleva vedere Gesù (cf.Lc 9,9). Questo desiderio di voler vedere Gesù sorge dalla curiosità. Si parlava molto di Gesù per i miracoli che realizzava lungo il suo cammino. Molte persone parlavano di Lui. L’atteggiamento di Gesù ricordava al popolo diverse figure di profeti: Elia, Giovanni il Battista, etc. Ma essendo solo una semplice curiosità, questo desiderio non ha importanza. Tanto è vero, che quando Erode Lo vede, non gli causa una grande impressione (cf. Lc 23,8-11). Il suo desiderio svanisce vedendolo faccia a faccia perché Gesù si rifiuta di rispondere alle sue domande. Questo silenzio di Gesù rivela Erode quale uomo corrotto e depravato.

È la domanda centrale del Vangelo: chi è Gesù? Questa volta però viene messa dall’Evangelista in bocca ad un malvagio. Erode «cercava di vederlo». Non per convertirsi, ma per soddisfare una curiosità. La sua ricerca su Gesù è orientata al chiacchiericcio e alla morbosità, più che alla reale comprensione.

Vorrebbe inquadrarlo dentro uno schema noto: un profeta, un redivivo, un fenomeno da osservare. Perché capire davvero chi è Gesù costerebbe troppo: costerebbe cambiare vita, rinunciare al potere, fare i conti con la decapitazione di Giovanni, una grave ferita che evidentemente affligge la sua coscienza e che torna con frequenza a bruciare.

Erode continuerà a cercare Gesù. Lo incontrerà, alla fine, durante la Passione. E in quel momento, davanti all’uomo che aveva tanto voluto vedere, non troverà nulla da dirgli. Gesù non lo degnerà di una parola.

Tutti noi, come Erode, certamente abbiamo sentito, qualche volta, il desiderio di vedere Gesù. Ma non abbiamo più il Gesù, in carne ed ossa, come ai tempi di Erode, tuttavia abbiamo altre presenze di Gesù. Voglio risaltarne due.

In primo luogo la tradizione della Chiesa ha fatto del giovedì di ogni settimana un giorno speciale per vedere Gesù nell’Eucaristia. Sono molti i luoghi dove viene esposto Gesù-Eucaristia. «L’adorazione eucaristica è una forma essenziale per trovarci con il Signore. Nel tabernacolo è presente il vero tesoro che è sempre ad aspettarci. Non si trova lì per Sé ma per noi» (Benedetto XVI). –Avvicinati affinché ti abbagli con la Sua presenza.

Nel secondo caso, possiamo riferirci a un canto popolare che dice: «E’ con noi e non lo conosciamo». Gesù è presente in tanti fratelli nostri che sono stati marginati, che soffrono e non hanno nessuno che “voglia vederli”. Nella sua enciclica `Dio è Amore´ il Papa Benedetto XVI dice: «L’amore verso il prossimo, fondato sull’amore verso Dio, è anzitutto un dovere per ogni fedele, ma lo è pure per la comunità ecclesiale!» Così, dunque Gesù ti sta aspettando, a braccia aperte ti riceve in entrambe situazioni. Avvicinati a Lui!