PRIMA LETTURA: Ger 31,1-7
Ti ho amato di amore eterno.
SALMO: (Ger 31,10-13)
Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.
«In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita».
Mt 15,21-28.
È sempre salvifico l’incontro di Gesù col nostro cuore malato.
Quello con la cananea allarga il dramma e la necessità di ricevere aiuto a tutta l’umanità; una tragedia dalla quale solo Dio può scamparci.
Gesù resiste con durezza alla richiesta di questa donna straniera: “Non le rivolse neppure una parola… Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele… Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”.
Il privilegio d’Israele rimane la via obbligata per tutta l’umanità come modello essenziale per avere salvezza: non l’uomo che s’innalza verso Dio, ma un Dio compassionevole che si abbassa fino agli uomini.
Questa è la fede che Gesù trova nella donna; è la fede d’Israele, anzi in una misura che non si trova – come nel caso del centurione – in tutto Israele!
Significa che non c’è scampo se non per chi ha bisogno e supplica di essere salvato.
La donna cananea, straniera e madre, rappresenta la Chiesa delle genti, la speranza per tutti i popoli, il bisogno di portare il Vangelo in ogni angolo della terra.
Come il pane ai cagnolini: gesto di fede e umiltà, di fiducia nella misericordia e gesto d’infinita compassione.
Gesù la esaudisce, si piega su di lei, ma ne esalta la figura; quasi si converte alla fede di quella donna che sa bene come stanno le cose, che ha una fede grande quanto la sua umiltà.
Nemmeno i discepoli fanno come quella madre che, per ottenere la guarigione della propria figlia, chiama per tre volte Gesù come Signore.
Una pagina di Vangelo che arriva fino a noi, a suggerire una fede che si arrende al Signore.