Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità.

PRIMA LETTURA: At 17,15.22-18,1

Colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.

SALMO: (Sal 148)

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

«In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Gv 16,12-15

Questo brano del Vangelo di Giovanni è collocato nella seconda parte del discorso di addio che l’evangelista pone sulla bocca di Gesù durante l’ultima cena, poco prima del suo arresto. Il discorso (Gv 16, 4b-33) cerca di dare risposta a una situazione di prova vissuta dalla comunità di Giovanni, dovuta alla loro espulsione dalla comunità ebraica. Gli ebrei non avevano accolto la predicazione dei primi cristiani, perciò questi ultimi si sentivano dei falliti: la loro fede risultava squalificata, la loro esistenza era divenuta marginale. Pur non perdendo la fede nel messaggio di Gesù e nella risurrezione dei morti, erano rimasti delusi dal loro debole impatto sul mondo circostante.

Immagina Gesù con i suoi migliori amici, i discepoli, mentre dice loro che quando avranno lo Spirito di verità, predicheranno senza paura in tutto il mondo, con entusiasmo spettacolare e che avranno una vita fantastica con Lui. Con questo non dice che non avremo dei problemi, ma che dobbiamo affrontargli in un altro modo, poiché con lo Spirito di Dio tutto è possibile. Lo Spirito fa nuovo tutto, smaschera le nostre paure, cambia la nostra vita, ci fa uscire da ciò che diventa ingombrante, ci aiuta ad amare coloro che sono difficili per noi … e che ognuno pensi a ciò di cui ha bisogno che il Signore cambi nella sua vita.

L’evangelista punta sulla nuova situazione di Gesù. Egli è tornato al Padre, è glorificato e ricolma i suoi con il dono dello Spirito, grazie al quale l’incontro tra i discepoli e il Figlio è un reciproco «vedere». Gesù glorificato sarà sempre vicino ai suoi e la loro tristezza si cambierà in gioia.

All’interno di questo discorso viene estratto il brano che parla in particolare dello Spirito di verità. Ascoltando il Paraclito, i discepoli vengono rassicurati sulla vittoria di Cristo e sostenuti per darne testimonianza al mondo. Lo Spirito condurrà i credenti verso la piena appropriazione della verità del Figlio. Attraverso di Lui essi parteciperanno a ciò che è di Gesù, il Glorificato.

Nel testo c’è la contrapposizione tra due tempi: il tempo di Gesù di Nazareth, il quale ha parlato, e il tempo dello Spirito, che condurrà i discepoli alla verità tutta intera. Questi due tempi sono una cosa sola: il parlare dello Spirito dipende unicamente da Gesù glorificato. Il Figlio e lo Spirito sono due, ma sono uno nell’agire.

Tutto questo è ciò che lo Spirito comunica e annuncia. Una nuova vita dove le sciocchezze che possiamo vivere si affrontano con lo Spirito del Signore e, come ha detto Papa Francesco nel 2020 alla Messa di Pentecoste segnata dalla reclusione per il Covid-19, una vita di donazione! Questo è il frutto dello Spirito: il dono agli altri, per l’unità tra i discepoli. Noi riceviamo lo Spirito, ma non per noi stessi ma per gli altri, per coloro che sono al nostro fianco, chiunque essi siano…