Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
PRIMA LETTURA: Is 6,1-8
Uomo dalle labbra impure io sono; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti.
SALMO: (Sal 92)
Il Signore regna, si riveste di maestà.
Oppure:
Santo è il Signore, Dio dell’universo.
«In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Mt 10,24-33
Oggi, il Vangelo ci invita a riflettere sulla relazione maestro-discepolo: «Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone» (Mt 10,24). Nel campo umano non è impossibile che l’alunno possa superare a chi lo inizia in una disciplina. Però la chiave della grande saggezza sta solamente nelle mani dell’Uomo-Dio, tutti gli altri ne possono partecipare, fino a capirla a diversi livelli. Potremmo aggiungere vari stili ed accessori, però non saranno mai nulla di essenziale che arricchiscano il valore intrinseco della dottrina. Al contrario, esiste la possibilità di sfiorare l’eresia.
Dobbiamo essere cauti nel cercare di fare combinazioni che possano falsare e non arricchire per nulla la sostanza della Buona Novella. «Dobbiamo astenerci dalle ghiottonerie, pero soprattutto dobbiamo digiunare dagli errori», dice Sant’Agostino.
Il Vangelo di oggi ci apre gli occhi rispetto al fatto ineludibile che il discepolo sia a volte incompreso, trovi ostacoli o sia addirittura perseguitato per dichiararsi seguace di Cristo. La vita di Gesù fu un servizio ininterrotto in difesa della verità. Se a Lui lo appellarono come “Beelzebùl”, non è strano che in un dibattito, in un confronto culturale o nei faccia a faccia che vediamo in televisione, ci dicano di essere retrogradi. La fedeltà a Cristo Maestro è il massimo riconoscimento del quale possiamo vanagloriarci: «Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10,32).
La Chiesa è inviata come un agnello in mezzo ai lupi, ad attirare su di sé il disprezzo, il rifiuto e la morte provenienti da Satana. E quanta violenza e resistenza, perché l’uomo non accetta di essere posto davanti alla Verità che acceca e reclama la conversione del cuore. Ma sotto, nel fondo nascosto di tanta ira, si ode il grido incancellabile che reclama giustizia, il seme di vita eterna deposto da sempre in ogni cuore. La persecuzione che si scatena contro la Chiesa è sempre dettata dall’orgoglio che induce a non arrendersi, a difendere le certezze acquisite, non importa se foriere di morte; e dalla superbia che spinge a non abbandonarsi alla misericordia. La persecuzione, la calunnia, l’odio che gli apostoli attirano su di sé sono il segno inequivocabile che il Regno dei Cieli è arrivato e il regno di Satana ha le ore contate; è segno di debolezza, la stessa che gridavano i demoni alla vista di Gesù: “Che cosa abbiamo in comune con te, Gesù nazareno? Sei venuto a rovinarci?”.
Sì, Gesù è venuto per la rovina dei demoni, e per questo, dopo di Lui, il “padrone della casa” che è immagine della Chiesa, anche “i suoi familiari”, ovvero gli apostoli, e dopo di loro tutti i cristiani, saranno identificati come demoni a servizio del principe dei demoni; l’opera più astuta di Satana è proprio quella di camuffarsi e scambiare il bene con il male. È quanto abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.
Ma non siamo soli, tutto ci accade perché siamo di Cristo che è vivo in noi. Con Lui ci accompagnano i martiri di ogni generazione, e i fratelli che subiscono le stesse prove in ogni angolo della terra. A ciascuno di noi è come se fosse stata consegnata una tessera del mosaico che compone la volontà di Dio su ogni uomo. Per poterla deporre al suo posto è necessario che sia tolta la tessera falsa, apparentemente somigliante, ma inautentica. E questo accade non senza pagare un prezzo spesso salatissimo: la nostra dignità, il nostro onore, l’amicizia, la stima del mondo, l’affetto degli amici.