Con quale autorità fai queste cose?

PRIMA LETTURA: Gd 1,17.20-25

Dio può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti.

SALMO: (Sal 62)

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

«In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».

Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».

E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Mc 11,27-33.

Oggi, il Vangelo ci chiede di pensare con quali intenzioni andiamo a vedere Gesù. Ci sono persone che vanno senza fede, senza riconoscere la sua autorità: per questo, «vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: “Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?”» (Mc 11,27-28).

Se non trattiamo a Dio nella preghiera, non avremo fede. Ma, come dice San Gregorio Magno: “quando insistiamo nella preghiera con molta veemenza, Dio si detiene nei nostri cuori e ricuperiamo la vista perduta”. Se abbiamo una buona disposizione, anche se siamo nell’errore, vedendo che l’altro ha ragione, accoglieremo le sue parole. Se abbiamo buone intenzioni, anche se trasciniamo il peso del peccato, nell’orazione Dio ci farà capire la nostra miseria, per riconciliarci con Lui, chiedendo perdono con tutto il cuore e attraverso il sacramento della penitenza.

La fede e la preghiera vanno insieme. Dice San Agostino che, “se ti manca la fede, la preghiera è inutile. Poi, quando preghiamo, crediamo e preghiamo perché non ci manchi la fede. La fede provoca la preghiera, e la preghiera produce a sua volta la forza della fede”. Se disponiamo di buone intenzioni, e accorriamo a Gesù, scopriremo chi è e capiremo la sua parola, quando ci chieda: «Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?» (Mc 11, 30). Per fede, sappiamo che veniva dal cielo, e che la sua autorità viene dal Padre che è Dio, e da Lui stesso perché è la seconda persona della Santissima Trinità.

Quello che Gesù risponde ai farisei, “Neanche io ve lo dico”, può sembrare quasi una ripicca, ma in realtà è un tentativo ultimo e disperato di scardinare le loro logiche.

Egli cerca di fare leva sulla loro curiosità, cerca di mostrargli i limiti della loro dialettica. Ma loro sono ostinati, hanno il cuore indurito e anche quando sono messi di fronte alla verità, cioè che il battesimo di Giovanni venisse dal cielo, non lo ammettono. Però sono codardi: non hanno il coraggio di dire ciò che pensano, forse proprio perché sanno in cuor loro che in fondo la loro non è la verità, ma per paura di perdere la vita non si mettono in gioco.

Il peccato più grande dei farisei e degli scribi, forse, sta proprio in questo: non giocarsi la vita, tenerla per sé e nascondersi dietro norme e cavilli. Gesù ci ha messo in guardia: “chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva” (Lc 17, 33). Anzi, forse sono ancora più meschini, non hanno paura di perdere la vita, ma il proprio potere e le proprie ricchezze.

Anche in questo caso Gesù ci ha messo in guardia: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza” (Mt 6, 24). Guardiamoci bene dal lievito dei farisei (cfr. Mt 16, 6).

Poiché sappiamo che Gesù è l’unico salvatore del mondo, ci rivolgiamo a sua Madre che è anche Madre nostra, affinché con il desiderio di accogliere la parola e la vita di Gesù, con buone intenzioni e buona volontà, abbiamo la pace e la gioia dei figli di Dio.