Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.

PRIMA LETTURA: (Sir 51,1-12 NV) [gr 51,1-8]

Mi hanno liberato secondo la grandezza della tua misericordia.

Ti loderò, Signore, re,
e ti canterò, Dio, mio salvatore,
loderò il tuo nome,
perché sei stato mio riparo e mio aiuto,
salvando il mio corpo dalla perdizione,
dal laccio di una lingua calunniatrice,
dalle labbra di quelli che proferiscono menzogna,
e di fronte a quanti mi circondavano
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,
secondo la grandezza della tua misericordia e del tuo nome,
dai morsi di chi stava per divorarmi,
dalla mano di quelli che insidiavano la mia vita,
dalle molte tribolazioni di cui soffrivo,
dal soffocamento di una fiamma avvolgente
e dal fuoco che non avevo acceso,
dal profondo del seno degl’inferi,
dalla lingua impura e dalla parola falsa
e dal colpo di una lingua ingiusta.
La mia anima era vicina alla morte,
la mia vita era giù, vicino agl’inferi.
Mi assalivano da ogni parte e nessuno mi aiutava;
mi rivolsi al soccorso degli uomini, e non c’era.
Allora mi ricordai della tua misericordia, Signore,
e dei tuoi benefici da sempre,
perché tu liberi quelli che sperano in te
e li salvi dalla mano dei nemici.
Innalzai dalla terra la mia supplica
e pregai per la liberazione dalla morte.
Esclamai: «Signore, padre del mio signore,
non mi abbandonare nei giorni della tribolazione,
quando sono senz’aiuto, nel tempo dell’arroganza.
Io loderò incessantemente il tuo nome,
canterò inni a te con riconoscenza».
La mia supplica fu esaudita:
tu infatti mi salvasti dalla rovina
e mi strappasti da una cattiva condizione.
Per questo ti loderò e ti canterò,
e benedirò il nome del Signore.

SALMO: (Sal 33) 

R. Ho cercato il Signore: da ogni paura mi ha liberato.

Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

Magnificate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.  

Ho cercato il Signore: mi ha risposto

e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

Guardate a lui e sarete raggianti,

i vostri volti non dovranno arrossire.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo salva da tutte le sue angosce. R.

L’angelo del Signore si accampa

attorno a quelli che lo temono, e li libera.

Gustate e vedete com’è buono il Signore;

beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

SECONDA LETTURA: (Ap 12,10-12a)

Non hanno amato la loro vita, fino alla morte.

Io, Giovanni, udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.

Ma essi lo hanno vinto
grazie al sangue dell’Agnello
e alla parola della loro testimonianza,
e non hanno amato la loro vita
fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli
e voi che abitate in essi.

«In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. 

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 

Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.».

Gv 15,18-21

Lo stesso Gesù si fa garante del futuro della sua Chiesa nascente. Inviando i suoi ad andare in tutto il mondo per annunciare l’avvento del suo regno, ha predetto loro odi, rifiuti e persecuzioni, ma tutto ciò, quasi per assurdo, viene annoverato tra le beatitudini: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia».

Egli vuole così dirci che insulti e persecuzioni non potranno inficiare la pace della sua Chiesa, anzi proprio da quegli eventi, sgorgherà la migliore fecondità. Neanche la gioia potrà essere compromessa come testimonieranno, prima gli apostoli, e poi la schiera dei testimoni di Cristo nel corso della storia fino ai nostri giorni. Già San Paolo affermava: «Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa!».

Non c’è quindi contraddizione tra la pace, la gioia e la fiducia cristiana e le inevitabili persecuzioni, anzi in Cristo, crocifisso e risorto, abbiamo scoperto che queste sono la via della vita, la certezza della risurrezione. Alla sofferenza che uccide Egli ha sostituito quella che salva. Per questo predice ai suoi seguaci: «Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi». Tra i grandi doni della fede cristiana dobbiamo annoverare sicuramente quello che ci consente di valorizzare agli occhi di Dio anche gli eventi più negativi della nostra esistenza.

L’esempio dei martiri ci illumini, oggi noi napoletani siamo stati scelti come il vescovo Gennaro per essere testimoni che il mondo non esaurisce il reale, ma che la parola di Gesù Cristo ci rivela un’altra vita. Prepariamoci a testimoniare questo Altro anche a prezzo della vita.

Abbiamo appena assistito al prodigioso evento della liquefazione del sangue del nostro Protettore, il martire S. Gennaro, e il nostro cuore è pieno di gioia e di riconoscenza verso Dio, ricco di misericordia, che continua a mostrare la sua predilezione per noi, operando segni di bontà e di generosità nei riguardi del popolo napoletano che lo riconosce come suo Padre e Signore.