Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

PRIMA LETTURA: 2Cor 4,7-15

Colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.

SALMO: (Sal 115)

A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.

«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Mt 5,27-32.

Oggi, Gesù continua ad approfondire nell’esigenza del Sermone della Montagna. Non deroga la Legge, ma le dà pienezza; perciò la sua osservanza è qualcosa di più che una semplice osservanza di alcune condizioni minime per avere le carte in regola. Iddio ci dà la legge dell’amore per raggiungere la vetta, però noi, cerchiamo il modo di trasformarla nella legge del minimo sforzo. Dio ci chiede tanto…! Sì, ma ci ha dato pure il massimo che può darci, visto che ci ha dato Sé stesso!

Oggi, Gesù punta in alto al manifestare la Sua autorità sul sesto e sul nono comandamento: i comandamenti che si riferiscono alla sessualità e alla purezza del pensiero. La sessualità è un linguaggio umano che significa amore e alleanza, perciò, non può essere banalizzata, come neppure possiamo trasformare gli altri in oggetti di piacere, neppure con il pensiero; da ciò ha origine quest’affermazione tanto severa di Gesù: «Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore» (Mt 5,28). È necessario, dunque, tagliare il male alla radice ed evitare pensieri e occasioni che ci porterebbero a fare quello che Dio detesta; questo è quello che tali parole vogliono indicare, che possono sembrarci radicali o esagerate, ma che quelli che ascoltavano Gesù capivano nella loro espressività: togli, taglia, butta via…

Questo brano rivolge l’attenzione al rapporto tra uomo e donna nel matrimonio. Infatti, nei primi e negli ultimi versetti vengono richiamati rispettivamente due comandamenti della legge ebraica: “Non commetterai adulterio” e “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”.

A ciascuna di tali norme si contrappone Gesù, cominciando il discorso con le parole “Ma io…” Non si tratta di negare le leggi antiche, ma di dare a esse un nuovo significato superando il legalismo formale e recuperando l’interiorità della relazione tra uomo e donna.

Nella visione cristiana il matrimonio è simbolo dell’amore fra Dio e l’uomo. Gli uomini non saranno mai capaci di raggiungere la perfezione dell’amore di Dio, ma quello che conta è che nella relazione si punti alla completa trasparenza dei cuori, al donarsi invece che al possedere, si pensi che il rapporto possa via via acquisire nuova bellezza.

I versetti centrali vogliono rappresentare un aiuto in questo percorso. Gesù usa un linguaggio molto duro, radicale. Tali parole non vanno prese alla lettera, ma indicano il modo con cui ogni uomo può muoversi verso la pienezza della propria realizzazione: bisogna essere capaci di riconoscere e di rimuovere gli ostacoli, che impediscono il nostro tendere verso l’alto.

Finalmente, la dignità del matrimonio deve essere sempre protetta, perché forma parte del progetto di Dio per l’uomo e la donna, affinché nell’amore e nella donazione mutua si trasformino in una sola carne e, allo stesso tempo, è segno e partecipazione nella Alleanza di Cristo con la Chiesa. Il cristiano non può vivere la relazione uomo-donna né la vita coniugale secondo lo spirito mondano: «Non dovete credere che per il fatto di avere scelto lo stato matrimoniale, vi sia permesso di continuare con una vita mondana e abbandonarsi all’ozio ed alla poltroneria; anzi, il vostro nuovo stato vi obbliga a lavorare con maggior sforzo e vegliare con più attenzione per la vostra salvezza» (San Basilio).