Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide?

PRIMA LETTURA: ​​2Tm 3,10-16

Tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.

SALMO: (Sal 118)

Grande pace, Signore, per chi ama la tua legge.

«In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:

“Disse il Signore al mio Signore:

Siedi alla mia destra,

finché io ponga i tuoi nemici

sotto i tuoi piedi”.

Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri».

Mc 12,35-37.

Gesù vuole portare i suoi interlocutori a intuire che Egli non parla solo come uomo ma come Dio, e agisce in quanto Dio. Ma è sempre così difficile capire che Gesù è contemporaneamente Dio e contemporaneamente uomo, e lo è totalmente in ognuna di queste accezioni. Ovviamente ci troviamo davanti a un mistero che possiamo solo intuire e credere attraverso gli occhi della fede e non semplicemente con i pochi strumenti dei nostri ragionamenti.

Il rischio però che corriamo è quello di parzializzare la nostra visione di Gesù. Se lo consideriamo solo come Dio dimenticando la sua umanità, allora i suoi miracoli, le sue parole, la sua passione, la sua morte e la sua resurrezione non sono cose che ci meravigliano. Dire che è Dio significa immaginarcelo un po’ come un supereroe che proprio in quanto tale fa cose che ai comuni mortali non è dato fare. In fondo però pensare Dio solo nella sua onnipotenza rischia di alimentare in noi solo un immaginario distorto.

«Gesù, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore», come dice San Paolo (Rom 1,3-4), è diventato la fonte luminosa che attira a Sé il cuore di tutti gli uomini, e, così, per mezzo della Sua dolce attrazione, pratica il Suo dominio su tutti gli uomini che si rivolgono a Lui con amore e fiducia.

Ma Gesù non è soltanto il figlio di Davide, ma è anche il Signore. Gesù lo afferma solennemente accudendo al Salmo davidico 110, citazione incomprensibile per i giudei, giacché risulta impossibile che il figlio di Davide sia “Signore” di Suo Padre. San Pietro, testimone della risurrezione di Gesù, vide con chiarezza che Gesù era stato costituito “Signore di Davide”, perché «Davide (…) morì e fu sepolto, e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi (…). «Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni!» (At 2,29-32).

Infatti Egli non vuole che si sappia che è Dio, o perlomeno non vuole che lo si sappia subito perché i nostri occhi possano essere attenti a scorgere lo scandalo salutare della sua umanità. Il Figlio dell’Onnipotente si fa bambino, entra nella storia come ogni uomo. Soffre e gioisce come tutti gli altri. Muore in croce, e muore veramente. E solo dopo il Padre lo fa risorgere.

Ognuno di noi così può ritrovare in Lui la propria umanità per intero e allo stesso tempo avvertire la vita nuova che ci ha donato. Gesù non è un Dio travestito da uomo, ma è un Dio fattosi pienamente uomo. Così anche noi se siamo fino fondo umani potremmo essere pronti ad accogliere il dono di diventare divini come Lui.