San Gaetano – che fin dall’inizio assunse la direzione spirituale di Maria Lorenza, che egli stimava “in Cristo sorella et matre” – l’aiutò a lasciare la cura dell’ospedale,per realizzare il sogno di segregarsi in Clausura.
Infatti è conservata una lettera al Carafa nel quale S.Gaetano poneva dei quesiti al Cardinale sulla vocazione delle due donne. Forse la Venerabile gli aveva espresso il desiderio di passare da una vita attiva ad una contemplativa anche se nell’ambito dell’ospedale.
Dice la lettera del 18 gennaio 1534:

“Riguardo a quelle due religiose donne sono d’accordo con te,che cioè dal ministrare a quei poveri infermi abbiano a sollevarsi a cose migliori e più perfette:e come attesero ad accogliere Cristo nei suoi poveri così accolgano Lui in persona. Ascoltino Lui che parla così della superbia umana e della assiduità fraudolenta: le volpi hanno tane gli uccelli del cielo nidi: ma il Figlio dell’Uomo non ha dove reclinare il capo dove si apre asilo a ghiottoni vagabondi,ad empi disertori della sacra religione, a scellerati apostati. Ed è possibile che un ospizio che accoglie tale canaglia,possa accogliere Cristo? Dirai tu dunque, o fratello carissimo,a quelle devote sorelle in Cristo: Che cercate un vivo tra i morti?Lasciate i morti seppellire i loro morti. Si abbandonino piuttosto ai disegni sapientissimi del Salvatore e Signor Nostro,ascoltino le sue ispirazioni salutari, seguano pure le sue orme e ne imitino gli esempi”.


Il progetto quindi era già in animo della Madre anche se il suo sviluppo sarà tortuoso e la fondazione del monastero sarà un problema che l’affliggerà fino alla fine.
Tuttavia il desiderio di una vita più intima con il Signore le viene confermato da una locuzione divina che è riportata dalla: “Vita di S. Gaetano” del P. Magenis che dice:
“La prenominata matrona Maria Longo stava di continuo servendo nello Spedale degli Incurabili, che aveva ancora arricchito con una buona parte delle sue ricchezze per consiglio di S. Gaetano, il quale scoprendo nel di lei spirito, che dirigeva come padre spirituale,un gran fondo di perfezioni su cui poteva innalzare fabbriche più alte,la consigliò a fondare un monastero di sacre vergini sotto la stretta regola di S.Chiara. Ma perchè ella ardeva di desiderio di recarsi in Palestina per adorarvi quei luoghi santi consacrati dalla vita e dalla morte del Redentore,Gaetano illuminato da Dio le disse che avesse fatto sopra di ciò orazione pregando il Signore a manifestarle la sua divina volontà. Assorta dunque Maria in una profonda contemplazione sentì nell’interno del suo cuore questi sentimenti. Aggradire bensì Iddio quelle sue brame di pellegrinare a Gerusalemme per venerare personalmente i misteri ivi operati dell’umana redenzione e per baciare quel prezioso terreno bagnato dal Sangue Divino ma essergli più caro se rimanendo in Napoli vi formasse un monastero di vergini sotto il patrocinio e il nome di S. Maria in Gerusalemme”. Allora Maria Longo conobbe che il suo padre spirituale le aveva parlato per bocca dello Spirito Santo e che le disposizioni di Gaetano andavano di concerto con quelle del cielo:onde fermatasi nella esecuzione di quanto il Santo le aveva prescritto,pose in ordine una casa avanti il cortile dello Spedale, in cui ricovrarsi per allora le vergini candidate e colla di lui direzione scrisse le leggi da osservarsi conformi alla più stretta regola di S. Chiara”.


Proprio in questo periodo ricade malata: infatti il Bellintani dice che lei aveva in animo di fare il monastero e nel momento in cui questo sembrava verificarsi la malattia la riprende e nonostante che tutti la sconsigliassero, lei perseguì il suo progetto, voluto da Dio, fino ad ottenere l’approvazione pontificia.
I desideri della Madre Lorenza sono espressi implicitamente nel testo della Bolla “Debitum Pastoralis Officii” del 19 febbraio 1535, approvata da Paolo III, che dice espressamente nella sua parte iniziale:


“Il dovere dell’ufficio Pastorale affidato a Noi dall’alto comporta e sprona ad essere pronti ad accogliere,dare ascolto e dispensare pieno favore ai voti che spingono le vergini prudenti ad offrire la loro verginità con voto solenne nella vita religiosa all’unico sposo Gesù Cristo ed andare incontro con le lampade accese allo stesso sposo che è il più bello tra i figli dell’uomo affinché ne derivino fiori d’onore e frutti di onestà e di regolare disciplina.
Ebbene da parte della diletta figlia in Cristo, Maria Lorenza Longo, donna catalana, c’è stata presentata una richiesta nella quale si diceva che detta Maria aveva costruito dalle fondamenta a Napoli L’ospedale di S. Maria del Popolo, ma ora sotto il peso delle malattie e della senilità mossa dallo zelo della religione e della devozione desidera passare dalla vita attiva a quella contemplativa come più sicura e per questo ha fatto iniziare la costruzione di un
monastero di monache.
Inoltre ha ricevuto alcune donne povere le quali ogni giorno vi recitano l’ufficio divino e vuole completare il suddetto monastero.
Da parte della stessa Maria,la quale afferma che è decisa a rinchiudersi nel suddetto monastero insieme ad altre monache e fare vita religiosa”.