Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

PRIMA LETTURA: Gn 2,4b-9.15-17

Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden.

SALMO: (Sal 103)

Benedici il Signore, anima mia!

«In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».

Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.

E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Mc 7,14-23.

Tutte le società umane hanno bisogno di regole per governare la convivenza. Una regola fondamentale governa i criteri di appartenenza alla comunità, stabilendo chi è dentro e chi fuori e precisando sotto quali condizioni si è ammessi, espulsi, eventualmente riammessi.

Le regole di purezza sono uno strumento formidabile perché sono facilmente visibili: hanno a che fare con gli umori del corpo, il cibo, la malattia. Forniscono regole rigidissime e oggettive, basate su fatti inoppugnabili, rispetto alle quali non ha senso chiedere eccezioni o misericordia.

Inoltre le regole di purezza prevengono il contagio: toccare le stoviglie con mani impure trasmetteva il contagio a chiunque mangiasse o bevesse con le stesse stoviglie. Infine le regole di purezza sono caricate di significati religiosi: chi è impuro non si può accostare all’Altissimo.

Gesù anche qui rovescia la prospettiva e dichiara che nessuno, proprio nessuno, è escluso dalla misericordia del Padre. Niente di esterno, di visibile e censurabile, può separare gli uomini dall’amore del Padre. L’unica realtà che si può opporre è il male che viene dal cuore. È solo ciò che “entra nel cuore” che può separare da Dio. L’unica impurità che ci impedisce di essere in contatto con Dio.

Oggi, Gesù ci insegna che tutto quello che viene da Dio è buono. È piuttosto la nostra intenzione non retta ciò che può contaminare quello che facciamo. Perciò Gesù dice: «Non c’è nulla fuori dall’ uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro» (Mc 7,15). L’esperienza dell’offesa a Dio è una triste realtà. E facilmente, il cristiano scopre questa impronta profonda del male e vede un mondo schiavo del peccato. La missione che Gesù ci affida è quella di pulire –con l’aiuto della Sua grazia- tutte le contaminazioni che le cattive intenzioni degli uomini hanno introdotto in questo mondo.

Il Signore ci chiede che tutta la nostra attività umana venga svolta bene: Lui spera che in tale attività mettiamo forza, ordine, scienza, competenza, ansietà di perfezione, non aspirando ad altro che a restaurare il progetto creatore di Dio, che ha fatto tutto bene per il bene dell’uomo: «Purezza d’intenzione. –L’avrai se, sempre ed in tutto, cerchi solamente di far piacere a Dio» (San Josemaría).

Solo la nostra volontà può rovinare il progetto divino, per cui bisogna essere vigilanti affinché questo non succeda. Molte volte intervengono la vanità, l’amor proprio, lo scoraggiamento per mancanza di fede, l’impazienza al non ottenere i risultati attesi, ecc. Perciò ci avvertiva San Gregorio Magno: «Non lasciamoci ingannare da una lusinghiera prosperità, perché è un viaggiatore sciocco colui che si ferma per strada a contemplare un bel paesaggio dimenticando il punto di arrivo».

Converrà, perciò, stare attenti all’offrire le nostre azioni, conservare la presenza di Dio e riflettere con frequenza la nostra filiazione divina, in modo tale, che tutto il nostro giorno –con preghiera e lavoro- prenda forza e cominci nel Signore e che tutto quello che abbiamo cominciato per Lui giunga a termine.