Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.
PRIMA LETTURA: At 4,1-12
In nessun altro c’è salvezza.
SALMO: (Sal 117)
La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.
SEQUENZA
Víctimae pascháli laudes
ímmolent christiáni.
Agnus redémit oves:
Christus ínnocens
Patri reconciliávit peccatóres
Mors et vita
duéllo conflixére mirándo:
dux vitae mórtuus regnat vivus.
Dic nobis, María,
quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes,
sudárium et vestes.
Surréxit Christus spes mea:
praecédet suos in Galilaéam.
Scimus Christum
surrexísse a mórtuis vere:
tu nobis, victor Rex,
miserére.
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.
«In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti».
Gv 21,1-14.
Il brano che leggiamo nella liturgia odierna è molto conosciuto, ma è comunque importante soffermarsi e cogliere quegli spunti che possono continuare ad interrogarci ed arricchirci.
Nel Vangelo di Giovanni ci collochiamo temporalmente dopo la resurrezione di Gesù. Il Signore si presenta per la terza volta ai discepoli, in un luogo, il mare di Tiberiade, centrale e familiare nella loro vita: rappresenta, cioè la loro quotidianità, la loro ordinarietà.
Ecco che potremmo avere un primo stimolo di riflessione: dove incontro il Signore nella mia quotidianità? Simon Pietro e gli altri vanno di notte a pescare, ma senza grossi risultati… immaginiamo la delusione, lo sconforto, anche perché la pesca per loro significava cibo e sopravvivenza.
Pensiamo a quali situazioni di fatica o preoccupazione possiamo vivere in alcuni momenti della nostra esistenza. Eppure, è proprio qui che il Signore si avvicina, si fa presente… i discepoli nel brano ancora non lo hanno riconosciuto ma, in quell’uomo che si fa prossimo e chiede loro di gettare la rete a destra della barca per trovare da mangiare, ripongono la loro fiducia. La rete si riempie di tanti pesci e così, in questo atto di affidamento pur rimanendo nell’incertezza, riconoscono Gesù. Solo l’amore ci aiuta a discernere nel modo giusto.
Il testo ci consegna un’immagine finale, molto familiare e che conferma ai discepoli la presenza del Cristo risorto davanti ai loro occhi: il pasto condiviso, dove Gesù prende il pane e il pesce e “lo diede loro”, gesto che ci ricorda l’Ultima Cena, l’istituzione dell’Eucarestia. Affidare la nostra vita nelle mani di Gesù, non delude, ma ci viene incontro soprattutto all’estremo dei nostri fallimenti e difficoltà e ci invita ad un tentativo nuovo, ad una rinascita.