Eccoci giunti al termine di questo anno di incontri nei quali abbiamo dato uno sguardo brevissimo ai documenti papali che in qualche modo hanno risposto alle attese della M.Lorenza Longo. Chiudiamo questo ciclo con un motu proprio Cum Monasterium sempre di Paolo III che affida il progetto del nuovo monastero all’ordine dei cappuccini. Per molti questo è l’inizio del nostro ordine che invece noi datiamo qualche anno prima. Vi ringrazio dell’attenzione e dell’amicizia che avete avuto per noi e ci rivediamo dopo l’estate, ancora non so come e quando, in attesa sempre di ulteriori e finali passi per la beatificazione.
Carissima Madre Lorenza,
sei riuscita ad attraversare indenne il 1536,e se nel 1537 non ci sono tante novità per il tuo monastero, non sei rimasto inoperosa e insieme alla tua amica Maria Ajerbo avete dato vita al leggendario monastero delle Pentite, prostitute patentate desiderose di cercare il Volto di Dio e di consacrarsi.
Avevi sperato di riuscire a cooptare i teatini, collaboratori da sempre, come cappellani e confessori del monastero, ma san Gaetano e company, dando uno sguardo alle loro costituzioni( che non prevedevano la cura monacarum) avevano declinato sorridenti l’invito e proprio nel 1538, grazie al tuo aiuto ottengono non senza difficoltà la chiesa di San Paolo, (ex tempio dei Dioscuri di cui sopravvivono le imponenti e colonne ioniche) quaggiù a via Tribunali e lasciano santa Maria della Stalletta a e te e alle tue sorelle. Che fare?? Sicuramente ti sei mossa in qualche direzione, e nel gennaio 1538 da Giampietro Carafa avevi ottenuto che qualunque sacerdote potesse essere confessore e cappellano ma non ti bastava. Sicuramente ti sei rivolta anche ai cappuccini, visto che operavano lì nel tuo ospedale, e che erano vicini al tuo ideale clariano. Naturalmente anche loro avevano rifiutato, perché dicevano che le donne, in genere, e quelle penitenti e consacrate in particolare, rischiavano di distoglierli dalla loro vocazione. Non sappiamo di preciso cosa sia successo, fatto è che il 10 dicembre di questo 1538 il Papa Paolo III emana un motu proprio dal titolo: Cum Monasterium con il quale ordina pena scomunica latae sententiam di confessare le monache e amministrare loro gli altri sacramenti, di benedirne il velo e di esercitare l’ufficio di visitatori, senza però entrare nel recinto claustrale.
Il papa, all’inizio del documento, precisa che nessuno lo ha pregato in tuo favore, ma semplicemente che Lui, ha saputo che il tuo monastero è dell’ordine di santa Chiara e che ne osservi in maniera strictissime la regola; e che loro i cappuccini vi hanno fin dall’inizio visitato, ascoltato le confessioni e dato il beneficio dell’assoluzione, e quindi ritiene che sia conveniente che siano loro a governarvi.
Per questo ordina e vuole, dall’alto della sua potestà papale, che ci sia per la tua sororità un confessore dell’ordine dei mendicanti riformati cappuccini, che ascolti le vostre confessioni, che vi assolvi, che vi dia penitenza salutare, e che vi amministri tutti i sacramenti in vita quanto in morte. Inoltre può accogliere le suore che vogliono vivere secondo la nostra vita, benedire il velo fuori la grata, affinchè tu possa imporlo dentro a quelle che devono professare e fare l’ufficio della visita alle monache fuori alle grate, senza entrare dentro, e fare tutte le cose che un confessore dell’ordine di santa Chiara fa,secondo la regola e le costituzioni e le consuetudini del monastero.
Naturalmente ti dice che ha mandato al generale e al provinciale tale ordine affinché concedano detto confessore, obbligandolo sotto virtù di santa obbedienza e scomunica di latae sententia, e che in caso di rifiuto non possa essere assolto se non in articulo mortis.
Il Papa è molto deciso nel volere che voi camminiate non solo nel solco di Francesco e Chiara ma anche accompagnate da questa nuova riforma cappuccina che pure sta facendo tanto bene alla chiesa in questo tempo.Il generale in questo momento è P.Bernardino d’Asti e il provinciale P.Francesco Tommasini da Siena. Dalla tua biografia risulta esserci in questo momento Fra Francesco da Liardo o da Livardi, oggi Liveri, che ti confessa, segue il monastero e raccoglie le tue ultime volontà. Da altri storici veniamo a sapere che i cappuccini accettarono, obtorto collo questa cosa tanto contraria alla loro costituzioni perché la tua mediazione per la loro sopravvivenza fu preziosa presso Carlo V imperatore e Paolo III papa che voleva eliminarli definendoli setta pericolosa.
Carissima Madre Lorenza tu morirai dopo un anno e dopo aver dato una fisionomia carismatica ben precisa al tuo monastero. Sebbene non si parli ancora di un nuovo ordine tuttavia siamo conosciute qui a Napoli, da allora, come le Trentatré Cappuccinelle e quando la riforma si estenderà a Roma e poi a Milano nel 1574 si troverà nell’incipit delle costituzioni del monastero di santa Prassede di Milano, voluto da san Carlo Borromeo, che si tratta del nuovo istituto delle monache cappuccine che osservano la I regola di Santa chiara, le costituzioni di santa Coletta e le consuetudini del protomonastero di Napoli.
E’ vero che ti sei affidata ai cappuccini, cosa che non è riuscita alle monache degli altri nostri monasteri, che i cappuccini hanno sistematicamente rifiutato fino a tempi molto recenti, ma allo stesso tempo hai consegnato alle tue sorelle un corpus legislativo, originale e profondo, che prendendo il meglio dalla legislazione clariana femminile ha permesso alle cappuccine di conservare nei secoli un’inconfondibile autenticità soprattutto nella povertà, personale e comunitaria, nell’austerità, nella clausura ma soprattutto nella pratica delle due ore di meditazione personale, che né s.Chiara ne s. Coletta avevano previsto nella loro legislazione e che invece legherà come un filo rosso tutti i monasteri del mondo senza che si conoscessero l’un l’altro fino alle costituzioni del 1927.
Carissima M.Lorenza sei stata una donna di spirito molto intelligente, hai capito che non affidarti ad un ordine maschile esponeva te e il tuo monastero alle pretese degli arcivescovi locali. Hai ottenuto un motu proprio del papa che ci ha permesso di attraversare i secoli conservando la nostra identità. Chi entra nel monastero respira un’aria cappuccina che non si trova altrove. Veglia dal cielo su noi e sui nostri frati, con i quali continua una condivisione di bene, che attraversa momenti difficili per noi e per loro. Fa che anche se siamo un piccolo seme, noi le cappuccine da te fondate (con 200 monasteri nel mondo),possiamo essere segno e testimonianza di altissima povertà santa unità e profonda preghiera nella chiesa e nel mondo.
Ti chiedo in questo giorno speciale che oltre ai nostri cari, lì nel cielo possiamo incontrarci sotto il tuo manto noi che in vita abbiamo trascorso insieme i migliori anni della nostra vita. Sarebbe insopportabile non poter rivedere e abbracciare Madre Chiara!