Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.
SALMO: (Sal 23)
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
«Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei».
Lc 1,26-38.
Dopo l’“annunciazione” a Zaccaria, Luca ci presenta quella a Maria. Un parallelo che evidenzia un contrasto forte che il testo lucano vuole creare. Passiamo, infatti, dalla città santa ad un umile villaggio sconosciuto di Galilea, dalla solennità del tempio alla semplice e umile casa di una giovane donna, dal “rumore” che suscita il mutismo di Zaccaria, al silenzio e al nascondimento di Nazaret.
Dio finalmente realizza le sue promesse, ma in modo inatteso, sconvolgente, insolito. Si rivolge direttamente a una donna, ad una giovane donna. Per lei pronuncia parole solenni, che riassumono le attese messianiche di Israele annunciate dai profeti, ma che insieme le superano nello straordinario disegno di Dio.
Dio viene nel silenzio e nel nascondimento e la storia di salvezza giunge al suo compimento attraverso una giovane donna di Nazaret. È lo stile del Dio di Gesù che ai piccoli rivela i misteri del regno; che guarda verso gli umili e i diseredati.
L’arte di tanti artisti ci ha trasmesso, lungo i secoli, immagini splendide e solenni dell’incontro di Maria con l’angelo del Signore, ma non dobbiamo dimenticare la semplicità grandiosa di questo incontro.
Come non dobbiamo dimenticare che Maria scopre che l’obbedienza va rivolta verso Dio e non verso gli uomini. È quello che fa lei, contro le regole del tempo, le leggi umane, per aprirsi di fronte alla grandiosa novità di Dio. Non interpella Giuseppe, non s’interroga sulla Legge.
Maria, davvero è pura di cuore, tanto da poter vedere Dio, da poterlo ascoltare, da poter accogliere la sua chiamata a diventare madre del re Messia.
Contempliamo, quindi, ancora una volta, questa impressionante scena dell’Annunciazione. Dio, sempre fedele alle sue promesse, per mezzo dell’angelo Gabriele fa sapere a Maria che è lei la eletta per portare il Salvatore al mondo. Così è come abitualmente attua il Signore –l’avvenimento più grandioso per la storia dell’umanità -il Creatore e Signore di tutte le cose si fa uomo come noi-, succede nel modo più semplice: una giovane, in un piccolo paesino della Galilea, senza spettacolo.
Il modo è semplice; l’avvenimento è immenso. Come sono anche immense le virtù della Vergine Maria: piena di grazia, il Signore è con Lei, umile, semplice, disponibile alla volontà di Dio, generosa. Dio ha i suoi progetti per Lei, come li ha per noi, però lui attende la cooperazione libera ed amorosa di ognuno di noi per portarli a termine. Maria ci dà l’esempio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola (Lc 1,38). Non solo è un sì al messaggio dell’angelo; è mettersi pienamente nelle mani del Padre-Dio, abbandonarsi fiduciosamente alla sua grandissima provvidenza, è un dire sì e lasciare che il Signore agisca sempre, in tutte le circostanze della sua vita.
Dalla risposta di Maria, così come dalla risposta a ciò che Dio ci chiede —scrive il santo Josemaría— «non dimenticarlo, dipendono molte cose grandi».
Ci stiamo preparando per celebrare la festa del Natale. La miglior forma per farlo è restare accanto a Maria, contemplando la sua vita e cercando di imitare le sue virtù per poter ricevere il Signore con un cuore ben disposto.