Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto.
Inclina il tuo cuore alla prudenza.
SALMO: (Sal 33)
Gustate e vedete com’è buono il Signore.
«In quel tempo, Pietro disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Mt 19,27-29.
Oggi, in occasione della festa di San Benedetto, la Liturgia della Parola trasmette, con frasi di Gesù Cristo, la speranza che ci deve inondare quando abbiamo lasciato tutto per stare con Lui. «parleremo oggi di un uomo veramente insigne, degno di ogni venerazione. Si chiamava Benedetto questo uomo e fu davvero benedetto di nome e di grazia. Fin dai primi anni della sua fanciullezza era già maturo e quasi precorrendo l’età con la gravità dei costumi, non volle mai abbassare l’animo verso i piaceri. Se l’avesse voluto avrebbe potuto largamente godere gli svaghi del mondo, ma egli li disprezzò come fiori seccati e svaniti». “Così inizia San Gregorio Magno parlando della vita di San Benedetto. E così inizia Benedetto a compiere il Vangelo che la Chiesa ci offre oggi, il giorno della sua festività: lasciare tutto per seguire il Maestro.
Per seguire Gesù, dobbiamo lasciare quello che non ha coerenza e abbracciare la vera sapienza, che muove i cuori e apre le porte dell’immortalità, diversa dalla sapienza di questo mondo, che di solito chiude e indurisce i cuori, condannandoli alla sterilità e la morte, che rende l’uomo infelice, perché il suo cuore è fatto per la vita, per Dio, e acquieta soltanto nelle fontane della vita, nell’abbraccio di Dio.
Il percorso scelto da San Benedetto è quindi il modo di meritare ed ascoltare le parole di Gesù: «Quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni…» (Mt 19,28). Questo nuovo mondo comincia a delinearlo chi nella propria vita prende la saggezza del Regno, perché ha il divino Spirito che scruta ogni cosa e scorge le vie del Signore. E così diventa creditore a ricevere ed ereditare la vita eterna che viene anticipata in questo mondo con il fatto di seguire e conoscere il Signore Gesù, che afferma chiaramente: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3). E ‘ciò che fece San Benito… E tu?
In questo Vangelo abbiamo ascoltato il racconto di uno dei confronti tra Pietro e Gesù. Il tema riguarda la ricompensa, cosa spetterà di diritto a coloro che hanno deciso di mettersi alla sequela di Gesù accettando di lasciare indietro la propria vita. Cosa mi spetta per il mio sacrificio?
Quante volte ci sentiamo così, in attesa di ricevere un segno di riconoscenza da parte di Dio? Gesù ci rassicura, il premio sarà grande e ci aspetta nel trono dei cieli. Nel tempo opportuno, dunque, la sequela è preludio di una grande gioia e ricompensa che ci aspetterà in cielo.
Il discepolo Pietro è preoccupato di avere una spiegazione umana di quello che sta vivendo nell’ambito del divino, chiede quasi con superbia il conto che gli spetta. E Gesù sovrasta ogni dubbio, indica la via e il cammino verso la gloria del cielo.
Lascia tutto e seguimi, non indugiare e non temere, perché riceverai una ricompensa sovrabbondante, che va molto oltre il solo interesse economico o il solo prestigio sociale. “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Lc 5, 10), così gli aveva detto e così si è avverato.