L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi.
SALMO: (Sal 96)
Gioite, giusti, nel Signore.
«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette».
Gv 20,2-8.
Oggi, la liturgia celebra la festa di san Giovanni, apostolo ed Evangelista. Il giorno dopo Natale, la Chiesa celebra la festa del primo martire della fede cristiana, santo Stefano, e, al giorno successivo, la festa di san Giovanni, colui che meglio e più profondamente penetra nel mistero del Verbo incarnato, il primo “teologo” e modello di ogni vero teologo. Il passaggio del suo Vangelo che viene oggi presentato, ci aiuta a contemplare il Natale dalla prospettiva della Risurrezione del Signore. Infatti, Giovanni, arrivato al sepolcro vuoto, «vide e credette» (Gv 20,8). Fiduciosi nel testimonio degli Apostoli, noi ci sentiamo mossi, ogni Natale a “vedere” e “credere”.
Nella festa di san Giovanni evangelista la liturgia ci propone un passo biblico tratto dal quarto vangelo. La tradizione ha, infatti, sempre riconosciuto nel “discepolo che Gesù amava” Giovanni stesso. Secondo alcuni esegeti, dopo la morte di Gesù, seguendo il testo giovanneo, i discepoli si sono dispersi ed è proprio Maria che li raggiunge con il suo annuncio e, in qualche modo li riunisce: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro».
Maria nel quarto vangelo sembra andare solo da Pietro e Giovanni. Non è un caso che il primo annuncio sia rivolto a loro due, non a tutti. Sono loro, con Maria, in una posizione particolare nell’ultimo vangelo e li ritroveremo insieme anche in altri versetti alla fine del vangelo, al capitolo 21.
Qui Pietro e “l’altro discepolo” corrono insieme per vedere quello che è successo, quello che Maria ha detto loro e che sconvolge la loro vita. È bella questa corsa, che ci rimanda alla chiesa delle origini: da testimone a testimone, da annuncio ad annuncio, fino ai confini della terra.
Corrono insieme Pietro e Giovanni, ma non alla stessa velocità. Quando il discepolo amato arriva attende Pietro. Dentro la tomba i segni della morte, il sudario e i teli, posati in terra. Niente più parla di morte in quel sepolcro aperto.
Poi dopo di lui entra anche Giovanni. Vede quello che ha visto Pietro, ma a differenza di lui «vide e credette». È il primo ad arrivare non solo perché corre più veloce, ma perché è il primo ad arrivare alla fede. «Vide e credette»; non basta, infatti, vedere, bisogna credere, facendo memoria delle parole del Signore.
Uno può rivivere questi stessi “vedere” e “credere”, riflettendo sulla nascita di Gesù, il Verbo incarnato. Giovanni, mosso dalla intuizione del suo cuore –e dovremmo aggiungere, mosso dalla “grazia”- “vede” più in là di quanto i suoi occhi, in quel momento, possano arrivare a contemplare. In realtà, se lui crede, lo fa senza “aver visto” ancora Cristo, per cui c’è lì implicita una lode per quelli che «non hanno visto e hanno creduto» (Gv 20,29), lode con la quale finisce il vigesimo capitolo del suo Vangelo.
Pietro e Giovanni “corrono” insieme verso il sepolcro, ma il testo ci dice che Giovanni «corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro» (Gv 20,4). Sembra che Giovanni fosse mosso più dal desiderio di trovarsi nuovamente accanto a Chi egli amava –Cristo- che stare solo fisicamente accanto a Pietro, di fronte al quale, tuttavia, -con il gesto di aspettarlo, perché fosse questi ad entrare per primo nel sepolcro- prova che è Pietro chi ha il primato nel Collegio Apostolico. Comunque, il cuore ardente, colmo di zelo, traboccante d’amore di Giovanni è ciò che lo porta a “correre” e “avanzare”, in un chiaro invito perché anche noi viviamo ugualmente la nostra fede con questo desiderio così ardente di ritrovare il Risuscitato.