Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

PRIMA LETTURA: 1Gv 1,5-2,2

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.

SALMO: (Sal 102)

Benedici il Signore, anima mia.

«In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Mt 11,25-30.

Questa pagina del Vangelo di Matteo può apparire enigmatica se non inquadrata tenendo conto della comunità giudaica a cui Matteo si rivolge e se letta senza riferimento a quello che la precede. Quali cose il Padre avrebbe nascosto ai dotti e rivelate ai piccoli? E chi sono i dotti e i sapienti, e chi i piccoli?

Dice, compiaciuto, oggi il Signore: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11,25)». Sì, perché nessuno può pretendere di conoscere questi o simili segreti nascosti nemmeno portandoli fuori dal buio con gli studi più intensi, né in maniera voluta dalla sapienza. C’è la scienza che si ottiene con fede, semplicità e povertà interiore. Ha detto bene Clemente Alessandrino: «La notte è propizia per i misteri: è dunque quando l’anima —attenta e umile— si volge verso sé stessa, riflettendo sulle sue condizioni; è allora quando si trova Dio».

Poco prima Gesù aveva parlato di Giovanni il Battista. Di lui gli eruditi e i dotti, probabilmente anche gli stessi sacerdoti, avevano detto che era un indemoniato. Da lui, al contrario, erano accorse le folle, soprattutto persone umili; gli ultimi della società. Questi sono i piccoli! E di lui Gesù dirà: egli (Giovanni) è colui del quale sta scritto “Dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te preparerà la tua via”.

Giovanni è l’annunciatore del Messia, è l’annunciatore di Gesù. Questa è la cosa che il Padre ha rivelato ai piccoli: ha rivelato chi è Giovanni il Battista e ha rivelato chi è Gesù. Gesù è il Messia atteso dai Giudei ma che i Giudei non riconoscono! E soltanto attraverso Gesù potremo riconoscere e arrivare al Padre. Non sarà la legge di Mosè con gli oltre seicento precetti a salvarci. Ci salverà la legge di Gesù.

Non saranno l’osservanza di regole comportamentali e rituali a salvarci; regole che rendono la vita pesante. Ci salverà, invece, una semplice regola dettata da Gesù: amatevi come io vi ho amato. E amarsi presuppone un cammino da fare insieme, presuppone la condivisione di gioie e dolori.

E la condivisione aumenta la gioia e allevia il dolore. Proprio come il giogo: uno strumento di legno che si mette sul collo di un paio di buoi (non su uno soltanto ma su un paio) perché in tal modo si ripartisce e si riduce la fatica di tirare il carro. È questa la legge e l’invito di Gesù: fare in modo che la sua legge leggera (amarsi come Lui ci ha amato) sia per noi un giogo, ovvero un agire comunitario, un vivere insieme tale per cui quel giogo diventi anche dolce oltre che più leggero.