Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

PRIMA LETTURA: Ef 1,1-10

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo.

SALMO: (Sal 97)

Il Signore ha rivelato la sua giustizia.

«In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.

Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».

Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca».

Lc 11,47-54.

Oggi, ci si propone il senso, l’accettazione ed il trattamento dato ai profeti: «Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno» (Lc 11,49). Sono persone di qualunque condizione sociale o religiosa, che hanno ricevuto il messaggio divino e si sono impregnati di esso; impulsati dallo Spirito, l’esprimono con segni e parole comprensibili nella loro epoca. È un messaggio trasmesso per mezzo di discorsi, mai compiacenti o comportamenti, quasi sempre difficili da accettare. Una caratteristica della profezia è la sua scomodità. Il dono risulta fastidioso per chi lo riceve, perché gli brucia interiormente, ed è spiacevole per quanto lo circonda, poiché oggi, grazie a l’Internet o ai satelliti, può diffondersi in tutto il mondo.

Allora come oggi il demonio cerca di osteggiare l’avvento del regno di Dio censurando o uccidendo chi si adopera per la sua venuta, chi cerca di ricondurre tutte le cose a gloria di Dio. Prima si viene intimiditi perché si smetta di parlare e di agire secondo Dio e, se questo non accade, si viene uccisi.

Da Abele in poi la storia è piena di figli della luce che sono stati perseguitati e uccisi dai figli delle tenebre. È accaduto per i profeti, è accaduto per gli apostoli ed è accaduto ed accade spesso ancora oggi per tanti martiri che danno la vita per testimoniare la loro incondizionata fiducia nell’amore di Dio.

Nella parte del mondo cristianizzata è raro che ci siano martiri perseguitati e uccisi in odio alla fede, ma succede invece in altre parti del mondo. Gesù ci ha dato l’esempio e ci ha ammonito: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. Non abbiate paura di quelli che hanno il potere di uccidere il corpo ma non hanno il potere di uccidere l’anima. Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me”.

Se vogliamo farci cooperatori del regno di Dio bisogna mettere in conto di vivere nella tribolazione con la speranza che Dio Padre, che ha risuscitato Gesù, risusciterà un giorno anche noi.

I contemporanei del profeta pretendono condannarlo al silenzio, lo calunniano, lo screditano, così fino alla morte. Arriva allora il momento di erigergli un sepolcro e di organizzargli omaggi quando non dà più fastidio

Ci sono ancora persone che si riservano il “diritto di sapere in esclusiva”, diritto che condividono –nel migliore dei casi- con i loro congeneri, con quelli che permettono loro di continuare a conservarsi nei loro successi e sulla loro fama. Persone che chiudono il passo a quelli che cercano di entrare negli ambiti della consapevolezza, non sia il caso che sappiano tanto come loro e li superino: «Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito» (Lc 11,52).

Adesso, come ai tempi di Gesù, molti analizzano frasi e studiano testi per screditare quelli che incomodano per le loro parole. È questo il nostro modo di procedere? «Non c’è cosa più pericolosa come giudicare le cose di Dio con i ragionamenti umani» (San Giovanni Crisostomo).