Voi dunque pregate così.

PRIMA LETTURA: Sir 48,1-14 (NV) [gr. 48,1-14]

Elìa fu assunto in un turbine di fuoco ed Elisèo fu ripieno del suo spirito.

SALMO: (Sal 96)

Gioite, giusti, nel Signore.

«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Mt 6,7-15

Oggi, Gesù –che è figlio di Dio- ci insegna a comportarci come un figlio di Dio. Un primo aspetto è quello della fiducia, quando parliamo con Lui. Ma il Signore ci avverte: «Non sprecate parole» (Mt 6,7). Ed è che i figli, quando parlano con i loro genitori, non lo fanno con ragionamenti complicati, né dicendo un mucchio di parole, ma con semplicità chiedono tutto quello di cui hanno bisogno. Abbiamo sempre la fiducia di essere ascoltati perché Dio –che è Padre- ci ama e ci ascolta. Di fatto, pregare non è informare Dio, ma chiederGli tutto quello di cui abbiamo bisogno, giacché «Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che glie le chiediate» (Mt 6,8). Non saremo buoni cristiani se non preghiamo, come non può essere buon figlio chi non parla frequentemente con i suoi genitori.

Il “Padrenostro” è la preghiera che lo stesso Gesù ci ha insegnato, ed è una sintesi della vita cristiana. Ogni volta che recitiamo il Padre nostro, ci lasciamo trasportare dalla sua mano e Gli chiediamo ciò di cui abbiamo bisogno ogni giorno per cercare di essere sempre miglior figli di Dio. Abbiamo bisogno non solo del pane materiale, ma, -soprattutto- del Pane del Cielo. «Chiediamo che non ci manchi mai il Pane dell’Eucaristia». Imparare pure a perdonare e ad essere perdonati: «Per poter ricevere il perdono che Dio ci offre, dirigiamoci al Padre che ci ama», dicono le formule introduttorie al “Padrenostro” della Messa.

Durante la Quaresima, la Chiesa ci chiede di approfondire nella preghiera. «La preghiera, il colloquio con Dio, è il bene più alto, perché costituisce (…) una unione con Lui» (San Giovanni Crisostomo). Signore, abbiamo bisogno di imparare a pregare e ad estrarre conseguenze concrete per la nostra vita. Soprattutto per vivere la virtù della carità: la preghiera ci darà forza per viverla meglio giorno dopo giorno. Perciò chiediamo quotidianamente che ci aiuti a viverla sempre meglio. Perciò chiediamo ogni giorno che ci aiuti a perdonare tanti piccoli dispetti degli altri, come perdonare le parole e gli atteggiamenti offensivi e, soprattutto a non avere rancori, e così, potremo dire sinceramente che perdoniamo di tutto cuore i nostri debitori. Lo potremo conseguire perché ci aiuterà in ogni istante la Madre di Dio.