I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

PRIMA LETTURA: Es 23,20-23a

Mando un angelo davanti a te.

SALMO: (Sal 90)

Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.

«In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».

Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.

Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Mt 18,1-5.10.

Oggi la Chiesa celebra la festa degli angeli custodi, preziose anime create direttamente da Dio cui siamo affidati, amici sinceri che vogliono il nostro bene. È pieno di angeli il mondo della Bibbia. Non quelli bizzarri della nostra contemporaneità che nega con arroganza l’esistenza di Dio e crede negli angeli e negli oroscopi.

Né quelli derisi da chi, in nome di un presunto approccio scientifico, nega la possibilità che esista ciò che non è misurabile, negandosi così l’esperienza del resto della realtà. Quella più luminosa e vera, peraltro. Esistono gli angeli perché il mondo è immensamente più ampio di quanto lo conosciamo e di quanto facciamo esperienza.

Esistono e agiscono per condurre i nostri passi verso la pienezza della conoscenza di Dio. Sono stati creati da Dio come puri spiriti, e a ciascuno è affidato un amico interiore che, nel pieno rispetto della nostra libertà, ci consiglia e ci incoraggia. Come già sperimenta il popolo d’Israele, ad ognuno di noi è chiesto: abbi rispetto della sua presenza, dà ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui.

Il problema è che, spesso, nemmeno sappiamo della loro esistenza e li lasciamo inattivi a girarsi i pollici. O, peggio, li utilizziamo con superstizione, come se fossero degli amuleti. Lasciamoli lavorare, piuttosto, lasciamoci condurre. Perché gli angeli lavorano. Lavorano per Dio, lavorano per noi.

Liberi dalla fatica della corporeità, che pure Dio riempie di meraviglie con la follia dell’incarnazione, esistono anime pure che collaborano al progetto di Dio per la realizzazione del suo Regno, come esistono anime scure che lo ostacolano. Esistono angeli che proteggono nazioni, paesi, comunità, come ci ricorda l’Apocalisse. Ed esistono degli angeli affidati a ciascuno di noi.

Anime belle con un loro temperamento che hanno ricevuto il compito, come recita la preghiera a loro dedicata, di illuminare, custodire, sorreggere e indirizzare (governare) il nostro cammino di vita. Facciamoli lavorare, non perdiamo l’occasione di avere questi amici come sostegno!

Nel brano odierno Gesù ci insegna che per essere grandi nel regno dei cieli bisogna avere la capacità di diventare bambini, cioè farsi piccoli attraverso il servizio. Ci esorta inoltre a considerare la protezione dei più piccoli come un servizio fatto a Lui.

Seguendo il suo consiglio impareremo ad esercitare la nostra autorità, in ogni ambito in cui la vita ci chiama a vivere, non in modo autoritario in forza del ruolo che abbiamo, ma in modo autorevole in forza del servizio che offriamo agli altri.