Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a Mosè.
SALMO: (Sal 98)
Tu sei santo, Signore, nostro Dio.
«In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose¸trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Mt 13,44-46.
Le due parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa hanno al centro la scoperta di un bene di valore assoluto, che spinge i protagonisti a vendere tutto per ottenerlo. Nella prima parabola il ritrovamento del tesoro è fortuito, mentre nella seconda il mercante cerca attivamente perle e ne scopre una di valore eccezionale.
In entrambe le situazioni c’è qualcosa di nuovo che irrompe e trasforma radicalmente la vita.
Il ritrovamento è una scoperta che va oltre l’attesa, innescando una trasformazione esistenziale. Nel caso del cercatore di perle, la ricerca è connessa alla mancanza e al desiderio. Il cercatore passa dal cercare le diverse perle all’unica perla preziosa, che supera i suoi desideri e ne trasfigura la vita.
Entrambi gli uomini vendono tutto con gioia. Non ci viene detto che cosa verrà fatto con il campo o con la perla, ma piuttosto si sottolinea il ruolo trasformativo della scoperta: che passa per una spoliazione (il vendere tutto), necessaria per arrivare a ciò che può dare senso a tutto il resto. Si tratta per noi del Vangelo, dell’incontro con Cristo.
Nel leggere le due parabole non dobbiamo mettere al centro l’azione dell’uomo, ma piuttosto vedere che il vero protagonista è il tesoro stesso, la perla stessa: è Dio che ci trova, ci afferra, ci ama per primo. La radicalità della vita cristiana evocata dalle parabole è resa ancora più autentica dalla gioia che accompagna questo cambiamento e che deve sempre rinnovarsi nella quotidianità.
Chi trova Cristo scopre di essere amato profondamente: “Tu sei prezioso ai miei occhi e io ti amo” (Is 43, 4). L’Amore di Dio è capace di rinnovare anche quelle situazioni dove la stanchezza, l’indifferenza e la mancanza di motivazione sembrano prevalere. A noi è chiesto di riscoprire ogni giorno il dono ricevuto e di vivere con atteggiamento di gratitudine la prospettiva del Regno, senza cedere alla tentazione dell’abitudine e dell’indifferenza. Dove è il nostro tesoro, là è anche la nostra vita.