Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità.

PRIMA LETTURA: At 17,15.22-18,1

Colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.

SALMO: (Sal 148)

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

«In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Gv 16,12-15.

Oggi è un giorno speciale! Immaginiamo la tipica giornata in cui siamo con la nostra famiglia o i nostri amici e abbiamo molte cose da raccontare. Forse non li vediamo da molto tempo o siamo arrivati da un bel viaggio o, semplicemente, abbiamo avuto una giornata piena di esperienze. Vogliamo spiegare tutto, ma non abbiamo  abbastanza tempo. Ebbene, questo è quello che è successo a Gesù. Per questo dice: «Molte cose ho ancora da dirvi» (Gv 16, 12).

Ogni apostolo impara a sue spese quanto sia necessario un lungo cammino per poter giungere — e per condurre gli altri — verso «tutta la verità» (Gv 16,3). E soprattutto perché, nella verità rivelata da Dio, il mistero della croce abbia una centralità indiscutibile e imprescindibile.

Proprio queste motivazioni suggeriscono al Signore Gesù di mantenere una prudente e intelligente gradualità nell’introdurre i suoi discepoli verso la pienezza della fede.

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso» (Gv 16,12).

Il Maestro ha saputo fermarsi prima che lo «spettacolo» (Lc 23,48) della croce accecasse il cuore dei discepoli, affidando allo Spirito Santo il compito di continuare ad annunciare il mistero di Dio. C’è infatti un peso specifico che ogni verità porta con sé, che non sempre siamo capaci di portare nel nostro cuore.

In molte relazioni che viviamo, spesso trascuriamo di chiederci a che velocità convenga viaggiare, lasciandoci vincere, il più delle volte, dall’ansia di manifestarci oppure di inghiottire l’altro dentro i nostri bisogni. Ma chi ama non ha e non può avere fretta, perché l’amore riesce a mettere al centro non il proprio bisogno ma quello dell’altro.

Certo, bisogna fare attenzione che una necessaria gradualità non si trasformi, colpevolmente, in superficialità e rassegnazione. L’esperienza dell’apostolo Paolo ci ricorda che essere pazienti e accoglienti non deve implicare mai la rinuncia alla memoria di quanto Dio ha amato il mondo. E di quanto noi abbiamo assoluto bisogno di questo amore per uscire dalle tenebre di questo mondo.

Immaginiamo Gesù con i suoi migliori amici, i discepoli, mentre dice loro che quando avranno lo Spirito di verità, —cioè, il suo stesso Spirito—, predicheranno senza paura in tutto il mondo, con entusiasmo spettacolare e che avranno una vita fantastica con Lui. Con questo non dice che non avremo dei problemi, ma che dobbiamo affrontargli in un altro modo, poiché con lo Spirito di Dio tutto è possibile. Lo Spirito fa nuovo tutto, smaschera le nostre paure, cambia la nostra vita, ci fa uscire da ciò che diventa ingombrante, ci aiuta ad amare coloro che sono difficili per noi … e che ognuno pensi a ciò di cui ha bisogno che il Signore cambi nella sua vita.

Tutto questo è ciò che lo Spirito comunica e annuncia. Una nuova vita dove le sciocchezze che possiamo vivere si affrontano con lo Spirito del Signore e, come ha detto Papa Francesco nel 2020 alla Messa di Pentecoste segnata dalla reclusione per il Covid-19, una vita di donazione! Questo è il frutto dello Spirito: il dono agli altri, per l’unità tra i discepoli. Noi riceviamo lo Spirito, ma non per noi stessi ma per gli altri, per coloro che sono al nostro fianco, chiunque essi siano…

Speriamo che oggi siamo capaci di essere discepoli fedeli del Signore o, meglio, che oggi siamo veri amici di Colui che ci dà la Vita e ci domandiamo: se sono un discepolo del Signore, come mi dono agli altri? Do loro la vita?