Secondo Giorno:

Preghiera Iniziale

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

Il Signore vi benedica e vi custodisca.

Vi mostri la sua faccia e abbia misericordia di voi.

Volga verso di voi il suo volto e vi dia pace, sorelle e figlie mie, e a tutte le altre che verranno e rimarranno nella vostra comunità, e alle altre ancora, tanto presenti che future, che persevereranno fino alla fine negli altri monasteri delle povere dame.

Io Chiara, ancella di Cristo, pianticella del beatissimo padre nostro san Francesco, sorella e madre vostra e delle altre sorelle povere, benché indegna, prego il Signore nostro Gesù Cristo, per la sua misericordia e per l’intercessione della santissima sua genitrice, santa Maria, e del beato Michele arcangelo e di tutti i santi angeli di Dio, del beato Francesco padre nostro e di tutti i santi e le sante, che lo stesso Padre celeste vi dia e vi confermi questa santissima benedizione sua in cielo e in terra: in terra, moltiplicandovi nella grazia e nelle sue virtù fra i servi e le ancelle sue nella Chiesa sua militante; e in cielo, esaltandovi e glorificandovi nella Chiesa trionfante fra i santi e le sante sue.

Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso, con tutte le benedizioni, con le quali il Padre delle misericordie ha benedetto e benedirà i suoi figli e le sue figlie in cielo e sulla terra, e con le quali il padre e la madre spirituale ha benedetto e benedirà i figli suoi e le figlie spirituali. Amen.

Siate sempre amanti delle anime vostre e di tutte le vostre sorelle, e siate sempre sollecite nell’osservare quelle cose che avete promesso al Signore.

Ortolana Madre di Santa Chiara

La prima donna importante nella vita di Santa Chiara è sua mamma Ortolana. Non era donna da poco: proveniva dalla famiglia aristocratica dei Fiumi e   aveva sposato Favarone degli Offreducci, membro di una delle famiglie più importanti di Assisi.

Aveva viaggiato molto nei lunghi pellegrinaggi, che l’avevano portata a Roma, a San Giacomo di Compostela, San Michele sul Gargano e anche in Terra santa.

Erano, questi, i pellegrinaggi tradizionali del XII e XIII secolo: viaggi lunghi e pieni di imprevisti, nei quali una donna si poteva arrischiare solo se contava sulla compagnia e sul sostegno di altre donne (familiari, amiche, donne che abitavano nella stessa piazza). Quando partiva per i pellegrinaggi, le vicine più giovani la seguivano, probabilmente con il compito di accudire la sua persona. Infatti così testimonia suor Pacifica di Guelfuccio che l’accompagnò in Terra santa: «Anche disse che la predetta madonna Chiara era nata de nobile generazione, e de padre e madre onesti [ … J; la madre [ … ] chiamavase madonna Ortolana; la quale madonna Ortolana andò de là dal mare per cagione de orazione e devozione. Et essa testimonia similmente per cagione de orazione andò oltra mare con lei: et anche andarono insieme a Santo Angelo et a Roma.» FF 2928

Nelle biografie di Chiara la figura del padre compare poco, anche perché era spesso assente da casa, mentre quella di Ortolana è presentata in tutta la sua importanza.

A lei era affidata, di fatto, tutta la gestione della casa, in cui sarà centro della famiglia e diretta educatrice della tre figlie: Chiara, Caterina (che poi riceverà da Francesco il nome di Agnese) e Beatrice.

L’ambiente “nobile” della famiglia suppone e implica in Ortolana da una parte un genio femminile e materno, che si manifestava nella cura pratica delle faccende domestiche, complesse in una casa aperta alla nobiltà assisana, e dall’altra l’attenzione assidua alla formazione umana, culturale e religiosa della famiglia.

Tali doveri erano talmente ben armonizzati tra loro, che ad Ortolana rimaneva il tempo per compiere pellegrinaggi in luoghi lontani e d’altra parte dedicarsi ai poveri della città.

Fu lei ad indicare il nome da dare a Chiara, scegliendone uno del tutto inconsueto nella sua famiglia. Forse aveva voluto fermare, nel nome la premonizione che aveva avuto prima del parto, quando, mentre pregava il Signore, una voce le aveva preannunciato che avrebbe partorito “uno grande lume, lo quale grandemente illustrerà il mondo.FF 2994

“Illuminata” da questa profezia, volle che la neonata, rinascendo al fonte battesimale, si chiamasse Chiara, sperando che si realizzasse in qualche modo, in seguito, la chiarezza di luce promessa, conformemente al disegno d’amore della divina volontà”.

Fu sempre Ortolana a guardare con simpatia la nuova vita intrapresa dalla figlia. Fu lei, infine, a seguirla dopo un certo numero di anni.

Anche lei, infatti, raggiungerà le tre figlie, Chiara, Agnese e Beatrice a San Damiano, restando per sempre con loro e dedicandosi alla cura dell’orticello del convento: “Ortolana di nome e di fatto“, come le aveva suggerito Chiara.

Dopo aver scritto il suo testamento che Monaldo troverà ed eseguirà senza protestare e una lettera di addio ai parenti, che restano, lascerà per sempre la sua vita ricca di nobile assisana, vezzeggiata e rispettata. Chiara la accoglierà mormorando “Benedetta colei che viene nel nome del Signore”.

Che cosa dire di più, infatti risultano evidenti le dimensioni materne presenti nella vita di Chiara. Dice la Leggenda di santa Chiara a proposito di Ortolana: “L’albero lo si riconosce dal frutto e il frutto è raccomandato dall’albero. L’abbondanza dei doni divini era presente nella radice perché nel ramoscello ne derivasse abbondanza di santità!” FF 3136.

Preghiera Finale:

Litanie di Santa Chiara:

Santa madre nostra Chiara                                                           prega per noi

Pianticella del beatissimo padre Francesco

Dolce orma della Madre di Dio

Sposa, madre e sorella del Signore nostro Gesù Cristo

Figlia del Re dei re

Umilissima ancella di Cristo

Serva e ancella di tutte le Sorelle

Sorella degna d’amore

Pellegrina e Forestiera in questo mondo

Donna forte nelle tribolazioni

Donna paziente nella infermità

Chiara, luminosa per chiari meriti,

Chiara, vigilante nel dovere

Chiara, premurosa nel servizio

Chiara, cauta nelle esortazioni

Chiara, caritatevole nell’ammonire

Chiara, moderata nel correggere

Chiara, temperata nel comando

Chiara, ammirevole per compassione

Chiara, amata come il Figlio piccolino

Chiara, che ami e nutri le tue figlie

Chiara, che hai perseverato sino alla fine

Chiara, sorella e madre nostra.

Preghiamo:

I santi sono i veri portatori di luce all’interno della storia perché sono uomini e donne di speranza e di amore. Lasciamoci illuminare da Chiara, donna radicata nel mistero di Dio e innamorata del Crocifisso povero e, chiediamo a lei di intercedere per noi un cuore docile allo Spirito del Signore e alla sua santa operazione perché la Parola del Vangelo, il Figlio di Dio, prenda forma anche nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen