Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?

PRIMA LETTURA: 1Tm 1,15-17

Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.

SALMO: (Sal 112)

Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre.

«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.

L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?

Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.

Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

Lc 6,43-49.

«Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta».

Oggi afferma che «Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica» è prudente, «è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo profondamente e ha posto le fondamenta sopra la roccia» (Lc 6,47-48), in modo da ottenere una costruzione solida e resistente, capace di affrontare i colpi del mal tempo. Se al contrario, chi edifica non ha avuto questa precauzione, finirà per ritrovarsi davanti un mucchio di pietre demolite e se si trovava all’interno nel preciso momento dello scontro con la pioggia pluviale potrà perdere non soltanto la casa ma anche la propria vita.

Capita di sentirci senza fondamento o di averlo perso di vista. Certamente, più che un rimprovero e un generalizzato senso di colpa, la lettura di questo brano del Vangelo può suscitare una riflessione utile, che aiuta a riorientarsi. Dov’è posto il baricentro delle nostre vite quotidiane?

Molto spesso dare una centralità a quel che pur riteniamo essere la priorità non è affatto scontato. La fretta e gli impegni che contraddistinguono le nostre giornate potrebbero comportare il lento ma continuo disallineamento da quel che riteniamo essenziale nella nostra vita. Questo accade in maniera incessante, ma non sempre cosciente. Talvolta agiamo o preghiamo in maniera distratta, oppure smettiamo di domandarci dove sia Dio nelle nostre vite ordinarie.

Rendersi conto di questo aspetto non vuol dire, però, doversi abbandonare a pensieri rassegnati o giudicanti; sarebbe infatti finire vittima di una tentazione ulteriore, che, come risultato, ci renderebbe ancora più distanti dalla fede. Prendere consapevolezza della lontananza da Dio, invece, può avere il gusto della riconciliazione, un rientrare in noi stessi che può essere vissuto con semplicità e serena serietà.

Laddove ci sentiamo tristi e stanchi possiamo constatare una nostalgia di Dio, che ci parla del legame con lui, anziché solamente di una serie di errori commessi. Sentiamoci, allora, figli desiderosi di una prossimità, più che credenti disattenti.

Questo ci permetterà di trovare di nuovo la roccia su cui far poggiare i nostri giorni; rimuginare e girare a vuoto nella sabbia, infatti, ci imbroglia senza darci appoggio, senza mai supportarci con un vero fondamento. Riallinearci rispetto ai nostri desideri più profondi ci dà invece il sollievo del ritorno in noi stessi, secondo quel che più ci sta a cuore.

Però, non basta avvicinarsi a Gesù, ma è necessario ascoltare con la massima attenzione i suoi insegnamenti e soprattutto, di metterli in pratica, perché anche il curioso si avvicina e anche, l’eretico, lo studioso di storia o filologia… però sarà così che alzeremo il palazzo della Santità cristiana, ad esempio dei fedeli pellegrini e per la gloria della Chiesa Celestiale.