Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!»
Gioisci, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo.
SALMO: (Lc 1,46-55)
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente.
SECONDA LETTURA: Rm 8,28-30
Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati.
«In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Mt 12,46-50.
Oggi la Chiesa celebra la memoria della presentazione di Maria Vergine al Tempio, ossia la sua consacrazione a Dio da parte dei genitori. Il vangelo, in questo brano, ci invita a riflettere sulla paternità e sulla maternità spirituale: che cosa sono e a cosa tendono. Il Signore, a cui veniva detto che sua madre e i fratelli erano vicini a Lui, risponde che sua madre, suo padre e i suoi fratelli sono tutti coloro che ascoltano la parola di Dio. Quest’affermazione per noi ha tantissimi significati: il primo è quello di ricordarci che la maternità di Maria è stata possibile proprio perché la Madonna era una uditrice della Parola, sapeva accogliere e vivere la parola di Dio. Prima Maria è stata discepola di Dio, e poi è diventata madre di Gesù. Ecco, la paternità e la maternità a cui la Chiesa ci invita a guardare è quella, dunque, spirituale che genera l’uomo nuovo creato secondo la parola di Dio. Ognuno di noi, pertanto, può essere padre e madre del Signore nella misura in cui accoglie la parola di Dio e fa vivere nella sua vita Gesù; allora, in qualche modo tutti noi generiamo Gesù. In secondo luogo, per la Chiesa Maria è anche il simbolo del mistero ecclesiale: la Chiesa è la manifestazione della possibilità di “generare” Dio nel mondo. Maria è immagine della Chiesa proprio per questo motivo, perché la Chiesa è colei che genera continuamente Cristo nelle anime dei fedeli. Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono, perché diventano la famiglia di Dio. Noi vogliamo ringraziare prima di tutto Dio che dona a tutti la possibilità di entrare in comunione piena e profonda con Lui, e di poter diventare “suoi consanguinei spirituali”. Poi, vogliamo ringraziare Maria, che era una discepola di Gesù prima di essere una madre, nel senso che la sua unica preoccupazione era quella di mettere in pratica la parola del Signore.
Oggi festeggiamo la solennità della Titolare della nostra Chiesa e del nostro Monastero “Santa Maria in Gerusalemme” ed è anche la giornata per noi monache di clausura detta “Giornata Pro Orantibus” e quale migliore esempio da imitare se non Maria?
Infatti, la donazione di Maria che si dedica al Signore è il modello di ogni anima che si consacra a Dio e di ogni persona che comprende e cerca di attuare il primato di Dio nella sua esistenza. Il brano del Vangelo scelto mette in luce la profondità del rapporto della persona che si unisce a Cristo con il suo cuore; esso giunge molto più a fondo che gli stessi legami di parentela carnale, che risultano essere solo un pallido riflesso del vero amore che Dio ispira nei cuori fedeli. Maria è modello di questo amore puro.
Probabilmente fu anche questo uno dei motivi che spinsero la nostra Venerabile Maria Lorenza Longo a dedicare il monastero con la chiesa ivi incorporata a santa Maria in Gerusalemme. Ci piace condividere l’episodio di questa ispirazione:
“La prenominata matrona Maria Longo stava di continuo servendo nello Spedale degli Incurabili, che aveva ancora arricchito con una buona parte delle sue ricchezze per consiglio di S. Gaetano, il quale scoprendo nel di lei spirito, che dirigeva come padre spirituale, un gran fondo di perfezioni su cui poteva innalzare fabbriche più alte, la consigliò a fondare un monastero di sacre vergini sotto la stretta regola di S. Chiara. Ma perché ella ardeva di desiderio di recarsi in Palestina per adorarvi quei luoghi santi consacrati dalla vita e dalla morte del Redentore, Gaetano illuminato da Dio le disse che avesse fatto sopra di ciò orazione pregando il Signore a manifestarle la sua divina volontà. Assorta dunque Maria in una profonda contemplazione sentì nell’interno del suo cuore questi sentimenti: Aggradire bensì Iddio quelle sue brame di pellegrinare a Gerusalemme per venerare personalmente i misteri ivi operati dell’umana redenzione e per baciare quel prezioso terreno bagnato dal Sangue Divino, ma essergli più caro se rimanendo in Napoli vi formasse un monastero di vergini sotto il patrocinio e il nome di S. Maria in Gerusalemme. Allora Maria Longo conobbe che il suo padre spirituale le aveva parlato per bocca dello Spirito Santo e che le disposizioni di Gaetano andavano di concerto con quelle del cielo; onde fermatasi nella esecuzione di quanto il Santo le aveva prescritto, pose in ordine una casa avanti il cortile dello Spedale, in cui ricovrarsi per allora le vergini candidate, e colla di lui direzione scrisse le leggi da osservarsi conformi alla più stretta regola di S. Chiara.”( G. M. Magenis, Vita di S. Gaetano, 131)
Nello stesso giorno della presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria, la Chiesa invita a pregare per le sorelle chiamate dal Signore alla vita contemplativa.
Preghiamo perché Santa Maria in Gerusalemme protegga sempre la nostra sororità e il nostro monastero!