Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.

PRIMA LETTURA: At 18,9-18

In questa città io ho un popolo numeroso.

SALMO: (Sal 46)

Dio è re di tutta la terra.

Oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

«In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Gv 16,20-23a.

Anche a noi capita di attraversare momenti di sofferenza e di non riuscire a vedere Gesù. Così lo riempiamo di richieste affinché il dolore passi presto e domandiamo anche spiegazione di ciò che viviamo, ma senza capire.

Il Signore ci promette anche nella nostra rotta di convertire le fatiche in allegria: «nessuno vi potrà togliere la vostra gioia» (Gv 16,23) e «perché la vostra gioia sia piena» (Gv 16,24). E nel Salmo 126,6: «Nell’andare, se ne va e piange, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni».

Gesù, però, ci rassicura: non siamo soli, Lui attraversa la sofferenza con noi. Come quando, camminando sulla battigia, non vediamo più due scie di passi nella sabbia, ma una sola; non perché Lui ci ha abbandonati, ma perché ci ha presi in braccio, per farci passare all’asciutto; così dobbiamo avere fiducia che lui ci è accanto nei momenti difficili.

Non solo, ma Gesù ci dice anche che il momento del dolore è un momento passeggero, perché quello che ci attende è gioia piena; e ci dice anche che non butterà via niente di ciò che abbiamo vissuto, ma, se gli diamo la possibilità di scendere con noi nel profondo del nostro dolore, Lui lo guarirà: trasformerà le nostre ferite in feritoie di luce e da queste uscirà nuova vita, gioia piena che contagerà anche ci sta accanto, perché “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio” (cfr. Rm 8, 28a).

L’essere umano ha bisogno di ridere per la salute fisica e spirituale. L’umore sano insegna a vivere. San Paolo ci dirà: «Sappiamo che tutte le cose contribuiscono al bene di quelli che amano Dio» (Rom 8,28). Ecco una bella giaculatoria: «Tutto è per il bene!»; «Omnia in bonum!».