L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.
PRIMA LETTURA: Eb 10,32-39
Avete dovuto sopportare una lotta grande. Non abbandonate dunque la vostra franchezza.
SALMO: (Sal 36)
La salvezza dei giusti viene dal Signore.
«In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa».
Mc 4,26-34.
Meditando sulle parole del Signore che, con incomparabile sapienza pedagogica, con immagini semplici e paragoni alla portata di tutti, spiega la natura del Regno di Dio, non si può non pensare che, oltre a questa, ce ne sia un’altra di sapienza. In specie, il Signore mostra di conoscere molto meglio di noi come vadano le cose nella storia degli uomini, che pure sarebbe anche la nostra storia.
I rulli di tamburo, le grandi iniziative, le costruzioni politico-filosofiche, spesso supportate da imperi militari, … Tutto ciò che nasce grande e che addirittura pretende di cambiare il mondo dall’alto finisce miseramente nella polvere. Il Regno di Dio nasce piccolo anche per questo. L’uomo vi aderisce o non vi aderisce, con il frutto di una libera decisione. E così, senza neppure sapere come, il Regno cresce, senza imporre il consenso.
Gesù parla alla gente di un’esperienza molto vicina alle loro vite: «un uomo che sparge il seme nella terra; (…) il seme germoglia e cresce; (…) La terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga» (Mc 4, 26-28). Con queste parole si riferisce al Regno di Dio, che consiste nella «santità e grazia, verità e vita, giustizia, amore e pace», che Gesù è venuto a portare. Questo Regno deve essere realtà, in primo luogo, in ognuno di noi, e poi nel nostro mondo.
Nell’anima di ogni cristiano, Gesù ha seminato –per mezzo del Battesimo- la Grazia, la Santità, la Verità… Dobbiamo far crescere questo seme in modo che fruttifichino le buone opere: di servizio, carità, cortesia, generosità, di sacrificio per adempiere bene in ogni istante il nostro dovere e per rendere felici coloro che ci circondano, di preghiera costante, di perdono e comprensione, di sforzo per riuscire a crescere in virtù, di gioia…
Così, questo Regno di Dio –che ha inizio in ciascuno di noi- si estenderà alla nostra famiglia, al nostro paese, alla nostra società, al nostro mondo. Perché chi vive così, «cos’altro fa se non preparare il cammino al Signore (…) in modo che penetri in lui la forza della Grazia, che lo illumini la luce della verità, raddrizzi le vie che conducono a Dio?» (San Gregorio Magno).
Il seme inizia piccolo, come «un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene il più grande di tutti gli ortaggi» (Mc 4, 31-32). Ma la forza di Dio si diffonde e cresce con sorprendente vigore. Come nei primi tempi del cristianesimo, così anche oggi Gesù ci chiede di diffondere il Suo Regno in tutto il mondo.
Oggi celebriamo la memoria di Don Bosco. Quel grande Santo è stato al tempo stesso seme produttivo e seminatore instancabile. Con la sua opera, che si è estesa in tutto il mondo, ha salvato schiere di giovani da un futuro quantomeno incerto. Partendo piccolo e umile, naturalmente.