Roma, 21 agosto 1535. – Il cardinale Andrea Matteo Palmieri trasmette a Maria Lorenza Longo la facoltà, a lei concessa da Paolo III “vivae vocis oraculo”, di poter vestire l’abito religioso “iuxta regulam Sanctae Clarae” e di emettere la professione dei tre voti anche senza aver compiuto per intero l’anno di noviziato (Napoli, Archivio delle Clarisse Cappuccine, cart. VIII, n. 5: originale. Ediz.: Francesco Saverio Toppi, Maria Lorenza Longo. Donna della Napoli del ’500, Pompei 1997, 183-184; L. Iriarte, Origini e primo sviluppo delle Clarisse Cappuccine, 1784-1785).
AndreasMatheus miseratione divina tituti Sancti Clementis, Sanctae Romanae Ecclesiae presbiter cardinalis Palmeriis, nobili mulieri Dominae Mariae Longo salutem.
Noverit nobilitas tua qualiter sanctissimus in Christo pater et dominus noster Paulus divina providentia papa tertius, ob singularem devotionem quam sanctitas sua ex relatione mea nobilitatem tuam habere novit, ei vivae vocis oraculo concessit, quod de manu alicuius sacerdotis per eam eligendi habitum Tertii Ordinis Sancti Francisci iuxta regulam Sanctae Clarae ab eodem sacerdote benedicendum suscipere valeat, ac ut eadem nobilitas tua per ipsius debilem et senilem aetatem in parte vel in toto, iuxta consilium sui confessoris, predicto habitu utatur, necnon quod in manu eiusdem sacerdotis sic electi professionem trium votorum regularium dicti Ordinis, / anno probationis a iure statuto non expectato/, solemniter emittere possit.
Insuper quod idem sacerdos sic electus obedientiam nomine sanctitatis sue, cui ipsa vigore certarum litterarum immediate subiicitur, ab ea recipiat; et pro causis praedictis duntaxat monasterium huiusmodi quoties opus fuerit ingrediatur.
In quorum omnium et singulorum fidem et testimonium praesentes litteras nostras manu propria subscripsimus nostrique parvi sigilli impressione muniri mandavimus.
Datum Romae, in aedibus nostrae solitae habitationis, die XXI augusti MDXXXV, pontificatus santissimi domini nostri Pauli anno primo.
Ita est A. card. Palmerius
Petrus Solidus secr.
TRADUZIONE IN ITALIANO
CONCESSIONE VIVAE VOCIS ORACULO DI PAOLO III
Roma, 21 agosto 1535. – Il cardinale Andrea Matteo Palmieri trasmette a Maria Lorenza Longo la facoltà, a lei concessa da Paolo III “vivae vocis oraculo”, di poter vestire l’abito religioso “iuxta regulam Sanctae Clarae” e di emettere la professione dei tre voti anche senza aver compiuto per intero l’anno di noviziato (Napoli, Archivio delle Clarisse Cappuccine, cart. VIII, n. 5: originale. Ediz.: Francesco Saverio Toppi, Maria Lorenza Longo. Donna della Napoli del ’500, Pompei 1997, 183-184; L. Iriarte, Origini e primo sviluppo delle Clarisse Cappuccine, 1784-1785).
Andrea Matteo Palmieri, per divina misericordia cardinale presbitero della Santa Romana Chiesas, del titolo di San Clemente, alla nobildonna signora Maria Longa, salute.
Faccio sapere alla vostra signoria come il santissimo padre in Cristo e signore nostro Paolo III, papa per divina provvidenza, essendo stato informato sua santità da me della singolare devozione che anima la signoria vostra, le ha concesso oralmente che possa ricevere, dalle mani di qualche sacerdote scelto da lei, l’abito del Terz’Ordine di san Francesco secondo la Regola di santa Chiara, benedetto dallo stesso sacerdote, e che la signoria vostra, a motivo della sua età senile e della sua debolezza, porti questo abito in forma completa o parziale secondo il consiglio del suo confessore; inoltre, che possa emettere solennemente la professione dei tre voti regolari del medesimo Ordine, senza dover espletare l’anno di prova stabilito dal diritto.
Le ha concesso anche che lo stesso sacerdote, da Lei così scelto, riceva l’obbedienza da Lei a nome di sua santità, a cui Lei è immediatamente sottomessa in virtù di certa bolla pontificia (Debitum pastoralis officii); e che entri in monastero, per tali scopi soltanto, ogni qualvolta fosse necessario.
In fede e testimonianza di tutte queste singole cose sottoscriviamo di propria mano, la presente lettera e ordiniamo che venga munita con l’impronta del nostro piccolo sigillo,
Dato a Roma presso la nostra dimora abituale, addì 21 agosto 1535, anno primo del pontificato del santissimo signore nostro Paolo.
Visto, A. card. Palmieri
Pietro Solido, secr.