Roma, 2 settembre 1536. – Il cardinale Andrea Matteo Palmieri a Maria Lorenza Longo: le testimonia la sua devozione e si dichiara disposto ad essere nominato protettore del monastero, qualora la Fondatrice ne faccia richiesta (Napoli, Archivio delle Clarisse Cappuccine, cart. VIII, n. 4: originale. Ediz.: F. S. Toppi, Maria Lorenza Longo, 188; L. Iriarte, Origini e primo sviluppo delle Clarisse Cappuccine, 1798).
Reverenda Signora,
come ho fatto più volte intendere a vostra signoria, non ho maggior desiderio che avere occasione d’affaticarmi per la conservazione e augmento di codesto santo luogo; e di tutti quelli offizi che ho fatti e farò continuamente non aspetto e non desidero altro premio né altre grazie se non che in le sante orazioni della casa si abbia memoria di me.
Io, senz’altro titolo di protettore, sarò sempre obbedientissimo figliolo di codesta santa casa e sempre mi sforzerò mostrandomi tale in tutte le occorrenze; tuttavia, quando la signoria vostra giudichi che con questo titolo io possa fare qualche frutto di più, me ne rimetto in tutto e per tutto alla bontà e prudenzia sua e mi contento che essa mi faccia nominare quando giudichi debba essere approposito, ed io di qua farò confirmare da sua santità la nominazione.
Torno a riducermi in memoria delle sue sante orazioni e a pregarla che di quanto occorra si voglia valere dell’opera mia, che maggior grazia non può farmi.
Da Roma, a li 2 di settembre 1536.
Obbedientissimo figliolo di vostra signoria
A. cardinale Palmieri
[sul verso] A la Reverenda Signora Maria Longa nostra come sorella carissima.